Turismo, Giulianova ora punta a riconquistare gli stranieri

9 Novembre 2020

I primi dati ufficiali dicono che l’estate si è chiusa con un -30% legato soprattutto al crollo (-95%) degli arrivi dall’estero. L’assessore Di Carlo: «Dobbiamo preparare un piano marketing efficace»

GIULIANOVA. Il turismo estivo, quest’anno, ha giocato “in difesa”, cercando di contenere le perdite: le prospettive catastrofiche che si erano paventate in primavera, a causa dell’emergenza sanitaria in corso, fortunatamente non hanno avuto la meglio. Giulianova sembra aver retto piuttosto bene il colpo, in termini di presenze turistiche.
Questo trapela dalle parole dell’assessore al turismo e responsabile locale di Federalberghi Marco Di Carlo, che commenta così: «I primi dati, provvisori ma attendibili, dell’Istat, che mi sono pervenuti, dimostrano che durante la stagione estiva, nei mesi che vanno da maggio a settembre, abbiamo perso circa il 30% di presenze turistiche e il 95% di turisti stranieri. Nel mese di maggio», spiega Di Carlo, «abbiamo perso il 98%, a giugno il 70%, a luglio circa il 30% e un 7/8% ad agosto; a settembre, invece, abbiamo confermato i dati dell’anno scorso. 440.000 le presenze totalizzate quest’anno, contro le oltre 500.000 dell’anno passato. In particolare», continua l’assessore, «sottolineo che il mese di luglio ha ottenuto un -30% perché non è partito con il piede giusto: i primi dieci giorni si sono persi ma, fortunatamente, poi siamo riusciti a recuperare. Gran parte dei flussi turistici sono di carattere nazionale, perché il 95% di stranieri purtroppo ha dato forfeit. A tale situazione contribuiscono tutti, perché anche l’extra alberghiero viene conteggiato in questo tipo di calcolo. Per quanto riguarda il soggiorno medio, siamo in linea con lo scorso anno, leggermente in perdita: abbiamo avuto un piccolo calo sulla presenza media, ovvero sulla durata del soggiorno pari a una settimana».
Di Carlo guarda già al 2021 e dice: «Sulla base di queste risultanze, è importante ora pensare a una strategia che ci permetta di consolidare i risultati sul turismo nazionale, ma di penetrare in nuovi mercati: a tal proposito, stiamo lavorando su un piano marketing che ci permetta di poter recuperare tutto quello che riguarda l’extra alberghiero, ovvero residence, campeggi, case al mare e riconquistare il mercato straniero, prevalentemente quello tedesco, svizzero, inglese e austriaco. Rispetto a città che vivono principalmente di turismo straniero e hanno avuto un calo a picco, circa un -70%, noi invece siamo riusciti a salvarci: il nostro punto di forza è sicuramente rappresentato dal lavoro con una clientela ormai fidelizzata, che di anno in anno torna a sceglierci perché sa che il nostro è un luogo sicuro, non sovraffollato e a misura di famiglia».
E sulla nomina del nuovo presidente della Consulta del turismo, a cui verrà affidato il compito di sviluppare un piano marketing turistico, Di Carlo afferma: «La prossima settimana avremo il nome, stiamo ragionando ancora: il cerchio si stringe su un paio di persone».
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