Tutti insieme per la rinascita di Teramo

Convegno del Lions con industriali, amministratori e università per individuare strategie comuni
TERAMO. Il Lions club si interroga sul futuro della città nel convegno: "Dopo il disastro Teramo punta al futuro: un laboratorio per la rinascita". L'iniziativa, moderata dalla giornalista Pina Manente, si è tenuta ieri pomeriggio all'hotel Abruzzi alla presenza del presidente regionale di Confindustria Agostino Ballone, del docente universitario Stefano Cianciotta, dell'ex dirigente del ministero dello Sviluppo economico e della coesione territoriale Antonio Emilio Ciufo e del presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello.
Individuare opportunità di sviluppo a vantaggio del tessuto economico locale, e soprattutto dei giovani: queste le intenzioni del Lions club, così come dichiarato dal presidente Michele Capomacchia, nell'avviare il tavolo di lavoro. E già nei saluti istituzionali, i presidenti di Provincia, Renzo Di Sabatino, e Camera di commercio, Gloriano Lanciotti, sono entrati nel cuore della questione. «Anche prima del terremoto la provincia era in sofferenza», ha ricordato Di Sabatino, addebitando le cause della crisi all'assenza di una pianificazione a lungo termine e alla mancanza di sinergia tra le forze del territorio, «si può ripartire ma tutta la classe dirigente, e non solo politica, deve stringersi intorno a una visione strategica», ha concluso. «Ci troveremo a gestire risorse importanti, ma saranno fondamentali i tempi, bisogna intervenire rapidamente», ha osservato Lanciotti.
Ballone ha tracciato quindi uno spaccato dell'economia abruzzese dagli anni '50 a oggi. Processo di deindustrializzazione e instabilità economica, questi i punti sottolineati. «Dal 2009 al 2015 la regione ha perso 2.600 imprese manifatturiere, se continuiamo di questo passo azzereremo completamente il patrimonio industriale», ha commentato. Il presidente di Confindustria ha quindi individuato nei distretti industriali, nel patrimonio ambientale e nel turismo (quest'ultimo soprattutto in provincia di Teramo, dove è più sviluppato in termini di presenze e fatturati) i punti di forza per far rinascere il tessuto economico regionale.
Un tessuto che non manca tuttavia di note positive, se si considera il dato sulle start up. «Rispetto a una media nazionale del 75%, in Abruzzo le imprese di nuova costituzione sarebbero cresciute del 130%, e in provincia di Teramo soprattutto nei settori energia e ambiente» ha rilevato Manente. Ha invocato sinergie anche Cianciotta che ha portato l'esempio di Puglia e Campania, dove la collaborazione tra mondo accademico e sistema imprenditoriale ha portato alla creazione di parchi tecnologici di sviluppo. «Il sud cresce investendo su identità e brand. Dovremmo chiederci qual è la vocazione del nostro territorio», ha concluso. La parola quindi è passata al dirigente Ciufo che ha tracciato una panoramica dei fondi comunitari, nazionali e di coesione nella programmazione 2014-2020.
Emanuela Michini
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