Uccise le figliolette, padre e fratello visitano Samira

Incontro nel carcere inglese per la ragazza condannata all’ergastolo I suoi amici fanno una colletta: ogni mese le inviano cinquanta sterline
MARTINSICURO. Il padre Dario e un fratello l’hanno incontrata nel carcere di Bradford, la cittadina vicino Londra dove Samira Lupidi, la ragazza di 24 anni originaria di Martinsicuro, sconta la condanna all’ergastolo (per l’ordinamento inglese dovrà trascorrere almeno 24 anni in cella) per l’omicidio delle due figliolette Jasmine, di 17 mesi, ed Evelyn di 3 anni. La visita dei familiari è stata la prima ed è avvenuta dopo la sentenza di maggio.
Per cinque giorni Dario e il figlio sono rimasti a Bradford e quasi ogni giorno hanno avuto modo di parlare con la loro Samira. Secondo quanto riferito dai familiari ad alcuni conoscenti, la giovane donna starebbe superando il periodo buio dopo gli omicidi e la sentenza. La giovane non è reclusa in un carcere vero e proprio, ma si trova in una struttura in cui viene seguita anche psicologicamente. Non una cella, dunque, ma spazi aperti. Una situazione che avrebbe portato i familiari a non chiedere, almeno per ora, il trasferimento in un carcere italiano per scontare la pena. Intanto, gli amici che la ragazza aveva nella comunità truentina non si sono scordati di lei. Hanno percorso l'iter, non certo facile, per poter farle arrivare in Inghilterra dei soldi per sostenere le spese personali.
Dopo registrazioni e autorizzazioni, infatti, sono riusciti a far arrivare mensilmente nel carcere inglese la somma di 50 sterline, il massimo concesso, che viene consegnata alla ragazza per coprire le sue piccole spese personali. Samira è stata condannata per omicidio volontario aggravato delle due figliolette uccise a colpi di coltello.
A termine del processo, che si è svolto davanti al giudice Roger Thomas, la corte aveva respinto la richiesta dell'imputata di essere condannata per "manslaughter", un particolare reato previsto dall'ordinamento penale inglese che equivale a un omicidio volontario ma con responsabilità attenuata perché commesso in particolari condizioni soggettive, come ad esempio l'aver agito in seguito a un grave provocazione, un'attenuate invocata dalla 24enne perché il convivente, da cui si era separata, voleva portarle via le bambine, o con ridotte capacità mentali. Samira Lupidi è stata invece riconosciuta colpevole di "murder", l'equivalente del reato di omicidio volontario previsto dal codice penale italiano. «Questo è un omicidio molto grave», le parole del giudice durante la lettura della sentenza , «perché ci sono due vittime, vulnerabili come nessun altro poteva essere perché si fidavano di te».
Durante il processo la difesa di Samira aveva fatto leva sulla figura del compagno e padre delle bimbe Carl Weaver. La ragazza lo ha più volte accusato di averla maltrattata e minacciato di portarle via le bambine. Situazione che aveva portato la donna a denunciare l’uomo per violenza domestica. Per questo aveva lasciato la sua abitazione e si era rifugiata in una casa famiglia protetta. La stessa in cui ha accoltellato a morte le bambine.
Sandro Di Stanislao
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