Ucraina, appello alla città: «Tornate a donare aiuti»

L’associazione Kerigma, che raccoglie beni all’ex Villeroy: «La guerra non è finita La gente laggiù è disperata, ma non riusciamo più a portarle molto materiale»
TERAMO. «La guerra in Ucraina non è finita e le condizioni della povera gente, sotto la neve e al freddo, peggiorano. La macchina della solidarietà non può fermarsi: i bombardamenti continuano, ci sono sempre più profughi, bambini senza acqua e cibo, l’inverno è alle porte e tutto si aggraverà. Noi resistiamo e invito a donare beni di prima necessità!». È l'appello di Sergio D’Ascenzo, presidente dell’associazione Kerigma di Isola del Gran Sasso che invia aiuti umanitari in Ucraina. Appello lanciato mentre è in Ucraina su un Tir pieno di farmaci e cibo e sfida, con l'aiuto dei cooperanti locali, posti di blocco e granate per portare gli aiuti che raccoglie nel magazzino dell’area ex Villeroy alla Gammarana.
Questi aiuti sono diminuiti drasticamente: se prima dell’estate Kerigma inviava un camion ogni tre giorni, ora riesce a inviarne uno al mese. Come se la guerra fosse diventata di colpo invisibile. «Siamo a Kharkiv che è completamente distrutta dai russi in ritirata al di là del fiume», racconta al telefono, «non c’è più niente, solo persone nascoste che stanno morendo di fame. La situazione è peggiorata, ma nessuno ne parla più: questo ha fatto diminuire le donazioni e non possiamo permettercelo». Nei giorni scorsi sono arrivate in Ucraina 60mila pizze dalla solidarietà teramana e si sono generate ore di fila per prendere un trancio che ai profughi ha fatto pensare all’Italia che non sono riusciti a raggiungere, ma anche a un attimo di normalità che è un ricordo lontano. «La gente rimasta è quella che non aveva soldi, macchina e possibilità di fuggire nella prima fase bellica», prosegue, «se non è morta sotto le bombe o di stenti è qui, sempre più disperata, cercando dopo ogni bombardamento altri rifugi, tentando di sopravvivere». Per loro D’Ascenzo torna a chiedere a gran voce le donazioni. «Non vogliamo arrenderci a questo dramma sempre più silenzioso, ignorato, che non fa più notizia», conclude, «andiamo avanti e crediamo nell’aiuto dei teramani». La raccolta (cibo in scatola, riso e farmaci) è ogni lunedì dalle 15 alle 20 alla Gammarana, accanto alla pizzeria La Stazione.
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