Ucraini negli hotel Albergatori infuriati: «Lo Stato non paga»

20 Luglio 2023

Roseto, i titolari delle strutture che ospitano 300 rifugiati: «Contributi bloccati e non possiamo prendere prenotazioni»

ROSETO . «Dal 15 giugno lo Stato non ci paga più e a Roseto attualmente ci sono 300 ucraini negli alberghi a nostre spese. Nel mio ne ho 20 e non posso prendere le prenotazioni per l’estate. Chiediamo che queste persone vengano prese dalla Protezione civile e trasferite in altre strutture, altrimenti ci continuino a pagare». È lo sfogo di Anthony Romani, titolare dell'hotel Baia del Re a Cologna Spiaggia, che da un anno circa ospita ucraini. La situazione è cambiata per lui come per altri tre alberghi di Roseto. Il problema principale è che Romani, così come gli altri tre albergatori, non può accettare prenotazioni, ma non può neanche lasciare in mezzo alla strada gli ucraini o non dare loro i pasti. «In una riunione mi è stato detto, da rappresentanti della Protezione civile regionale di non dare loro da mangiare», aggiunge, «ma sarebbe inumano. Sono qui da oltre un anno e con molti di loro si è stabilito anche un bel rapporto. Dal 15 giugno gli ucraini avrebbero dovuto firmare un modello per andare in un altro paese, ma alcuni di loro lavorano, molti vanno a scuola e vorrebbero restare qui nei dintorni».
Romani vorrebbe un supporto dalle istituzioni che, al momento, non c’è. «Da parte delle istituzioni non vediamo nessuna apertura», continua l’albergatore rosetano, «abbiamo scritto al prefetto, al sindaco e alla Protezione civile, ma ci troviamo soli. Credo che questa situazione debba essere gestita in altro modo». Romani ricorda le difficoltà degli ultimi anni a causa del Covid e l’opportunità, dunque, di accogliere i rifugiati ucraini. «Purtroppo veniamo da due anni di pandemia e di chiusure alternate», precisa Romani, «l’anno scorso poi l’aumento spropositato delle bollette e quindi quando ci è stato chiesto di ospitare nei nostri alberghi gli ucraini abbiamo detto sì. Ora però lo Stato ci ha abbandonato con queste persone e noi non sappiamo che fare». Un mese fa circa i 300 ucraini, arrivati a causa della guerra scatenata dalla Russia si sono ritrovati in piazza della Repubblica per far ascoltare la loro voce e spiegare il motivo per il quale vorrebbero restare a Roseto o nei paesi limitrofi e non essere trasferiti, come predisposto dalla Protezione civile, in alcune strutture che si trovano in piccoli paesi in Campania o in Puglia.
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