Ufficio ricostruzione in ritardo, dal Comune accuse a D’Alfonso

12 Marzo 2017

L’assessore Fracassa attacca: «Le lungaggini causate dalle sue scelte vanificano il lavoro dei nostri uffici, 2.500 pratiche sono ferme»

TERAMO. «Portiamo le pratiche per la ricostruzione ad Ascoli». E' uno sfogo in piena regola quello dell'assessore comunale alla protezione civile Franco Fracassa. Il bersaglio dei suoi strali è la lentezza con cui la Regione sta predisponendo lo sportello che gestirà la procedura amministrativa per il recupero degli immobili resi inagibili dai ripetuti sciami sismici. «Altro che Regione veloce», ironizza l'amministratore riferendosi a uno degli slogan elettorali del governatore Luciano D'Alfonso, «nelle Marche sono già partiti e qui passeranno ancora mesi prima che l'ufficio entri in funzione a pieno regime».

La scadenza di metà aprile indicata dall’appena nominato direttore Marcello D'Alberto, secondo l'assessore, è quanto meno ottimistica. «Al Parco della scienza abbiamo messo a disposizione locali e utenze», osserva, «ma non è stato fatto ancora nulla per approntare l’ufficio e bisogna anche selezionare il personale che lavorerà lì». L'attesa, insomma, rischia di essere tutt'altro che breve. «Intanto le pratiche sono pronte, soprattutto quelle per le inagibilità di tipo B, che comportano lavori meno impegnativi, potrebbero avere risposte rapide», sottolinea Fracassa, «ma restano depositate in una stanza del Genio civile poggiate per terra».

L'assessore ritiene disastrosa la scelta di far passare attraverso un bando l'individuazione del direttore dell'ufficio. «In Regione ci sono oltre cento dirigenti», afferma, «si poteva designare uno di loro e risparmiare molto tempo». La procedura adottata da D'Alfonso, invece, a detta di Fracassa ha portato all'accumulo di un ritardo abissale rispetto alle Marche. «Capisco la frustrazione di cittadini di Valle Castellana e delle zone di confine che vorrebbero spostarsi ad Ascoli», insiste Fracassa, secondo cui le proteste per l'inadeguatezza del decreto messo a punto dal governo per l'emergenza sono sacrosante ma senza l'attivazione dell'ufficio per la ricostruzione sarà tutto inutile. «I finanziamenti ci sono e ne arriveranno altri, è giustissimo fare pressione per ottenere di più», spiega l'assessore, «le risorse disponibili resteranno però inutilizzate se non parte la lavorazione delle pratiche». Il danno, anzi, sarà doppio. «I cittadini che non possono avviare i lavori e rientrare nelle loro abitazioni resteranno in hotel o continueranno a usufruire del contributo di autonoma sistemazione», fa notare Fracassa, «a spese dello Stato che continuerà a pagare per chissà quanto tempo an ancora». E' questo l'aspetto che l'assessore definisce «più disastroso» della gestione dell'emergenza e delle fasi successive.

Inoltre il cronico ritardo accumulato dalla Regione rischia di vanificare il lavoro fatto dagli uffici comunali. «I nostri dipendenti sono impegnati anche il sabato e la domenica, hanno completato finora 2.500 pratiche», segnala Fracassa, «la Protezione civile nazionale si è complimentata, ma tutto questo rischia di cadere nel vuoto». L'assessore sollecita con decisione una repentina accelerazione degli adempimenti per l'attivazione dell'ufficio in allestimento all'ex Parco della scienza. «I cittadini non possono aspettare i comodi di una Regione che prometteva di essere veloce», conclude, «ma invece sta indugiando in scelte incomprensibili e dannose».

Gennaro Della Monica

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