Un altro premio per il corto di Lupinetti

11 Ottobre 2018

SILVI. Dopo gli importanti riconoscimenti già ottenuti (Miglior corto e miglior attrice non protagonista alla giovanissima Alessandra Riccio a "I corti dei fabbri" di Trieste e Miglior regia al...

SILVI. Dopo gli importanti riconoscimenti già ottenuti (Miglior corto e miglior attrice non protagonista alla giovanissima Alessandra Riccio a "I corti dei fabbri" di Trieste e Miglior regia al Teramo Comix 2018) il cortometraggio 50 e 50, del giovane regista di Silvi, Davide Lupinetti, continua a riscuotere successi e a conquistare premi in vari concorsi italiani e esteri. Alla terza edizione de “Il Corto in Spiaggia”, rassegna che si svolge a Arma di Taggia (Imperia), il lavoro ha ottenuto il premio per la migliore sceneggiatura curata da Pietro Albino Di Pasquale e dallo stesso Lupinetti. Alla prima edizione del Festival “In…Corto” di Barcellona Pozzo di Gotto, (Messina), inoltre, a Lupinetti è stato assegnato il premio speciale per «l'equilibrio raggiunto nell'arte filmica tra ironia, attualità e impegno artistico». Tra gli altri riconoscimenti, il lavoro si è classificato al secondo posto al Festival del Cinema Povero di Varese ed è risultato finalista in molti concorsi italiani ed esteri. Il cortometraggio parla del precariato nella scuola ed è infatti dedicato ai 700mila docenti precari della scuola italiana. Nel cast, oltre ad Alessandra Riccio, Danil Aceto, Aniello Senatore e Eugenia Rofi. Le musiche originali sono dell’atriano Gianluigi Antonelli. «Le aspettative che avevo per questo lavoro», commenta il 23enne regista, «erano certamente alte, per via del grande impegno che tutti abbiamo messo in questo progetto, dai tecnici, agli attori passando per tutte le professionalità coinvolte, ma i risultati sono davvero superiori alle aspettative e ne sono lusingato e fiero. Tanti i riconoscimenti arrivati dai festival italiani e anche esteri mi riempiono di orgoglio, anche perché il lavoro ha avuto un taglio internazionale, non solo perché hanno fatto parte delle troupe due ragazzi provenienti dalla San Francisco State University, ma perché da subito è stato sottotitolato in Inglese. L’obiettivo era quello di parlare a tutti, in maniera semplice, della necessità della precarietà lavorativa con un linguaggio divertente e ironico. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in questo progetto, in particolare mio padre Massimo e quanti hanno scelto di sostenerlo».