Un’azienda dell’indotto Fiat apre nell’autoporto in abbandono

2 Ottobre 2014

La U.form srl è pronta a investire 30 milioni e a creare 70 posti di lavoro per produrre le scocche della nuova Alfa 952. La Regione dà l’ok al Comune per riconvertire l’area in polo industriale

CASTELLALTO. Parte il recupero dell’autoporto mai aperto di Castellalto con la creazione di un’area produttiva, dove è già previsto l’insediamento di un’azienda metalmeccanica dell’indotto Fiat che punta a creare 70 nuovi posti di lavoro. Il progetto, promosso dal Comune di Castellalto, consentirà di riconvertire la struttura abbandonata da più di 25 anni con tre differenti destinazioni d’uso. «Abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo una rimodulazione con tre destinazioni precise: una parte produttiva dove insediare le aziende, una da lasciare alla Protezione civile con la possibilità di creare un centro di pronto intervento e coordinamento provinciale e una terza da destinare ai servizi per la comunità», spiega il sindaco di Castellalto Vincenzo Di Marco, «anche in passato abbiamo domandato più volte la riconversione sull’utilizzo dell’autoporto, non perché non credessimo nella sua destinazione iniziale, ma ormai sono passati troppi anni. Un ringraziamento va al governatore Luciano D’Alfonso che ha accolto la proposta, all’assessore Dino Pepe e a tutta la giunta regionale».

Attualmente, sui quasi 14 ettari su cui si estende l’opera rimasta incompiuta nella zona industriale di Villa Zaccheo, è presente soltanto un deposito della Protezione civile, con container, tende e altre strumentazioni utilizzate per le attività dell’ente. Con l’approvazione dell’istanza presentata alla Regione già dal giugno 2015 verrà completato il primo step per la creazione di un opificio che entro il prossimo anno fornirà 30 posti di lavoro con un investimento iniziale di 10 milioni di euro. La struttura, che dovrebbe occupare una superficie coperta di 13mila metri quadrati, entrerebbe a pieno regime entro l’anno 2020 con l’assunzione di 70 addetti. L’opificio si occuperà di realizzare particolari componenti di carrozzeria con tecnologia “hot forming”. «Impianterebbero una linea di produzione molto innovativa, realizzando scocche di sicurezza per la produzione della nuova Alfa 952», ha spiegato il sindaco, chiarendo: «Intanto, per favorire l’insediamento delle aziende, stiamo studiando una formula per l’abbattimento dell’investimento iniziale nell’area, cercando di dare il terreno attraverso un diritto di superficie senza far pagare il canone, almeno inizialmente». La U.form srl, la prima azienda ad aderire, è attiva già da vent’anni nella zona industriale di Villa Zaccheo, dove lavorano 250 persone. La società, che è partner della Fiat e fa parte del gruppo Pcm srl di Renzo Triaca, opera da tempo nel settore industriale automobilistico. In totale occuperà 22mila metri quadrati nel settore nord-orientale dell’autoporto con un investimento totale per l’azienda di circa 30 milioni di euro.

«È richiesto un grande impegno da parte di tutti. Enti, istituzioni, forza lavoro, dobbiamo dimostrare il meglio di noi. Finalmente si riparte, con un messaggio di fiducia e speranza per lo sviluppo», conclude il sindaco Di Marco, «dopo 30 anni si riesce a dare all’area una destinazione produttiva che riuscirà a implementare l’economia locale con la creazione di 70 nuovi posti di lavoro. Questo è il primo segnale della ripresa, che parte da un luogo simbolo, a cui la politica non ha mai dato importanza finora. A Castellalto le cose si possono fare se si vuole».

Chiara Di Giovannantonio

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