Un busto in ricordo di Di Sante

La rotonda di ingresso alla città intitolata alla memoria del cavaliere-imprenditore
TERAMO. Teramo ha voluto dire il proprio grazie a Giandomenico Di Sante, a quattro anni dalla sua scomparsa. Ieri mattina è stato scoperto un suo busto, nella rotonda di via Po, che con l’occasione è stata chiamata slargo Giandomenico Di Sante.
I presenziare alla cerimonia la moglie Margherita, i figli Attilio, Tiziana e Marcello con i consorti, e i nipoti. «E’ la testimonianza tangibile», commenta commossa la moglie, «dell’eredità di affetti che ci ha lasciato Giandomenico. Che è qualcosa in più della stima. Ancora oggi al cimitero troviamo fiori deposti non dalla famiglia». E sottolinea di sentirsi la moglie, non la vedova di Di Sante,«forse perchè il Signore ci ha concesso 53 anni di matrimonio». E ricorda «i tempi durissimi» degli inizi, quando quello che per i teramani è il cavaliere – anche se di onorificenze ne aveva veramente tante – si trovava a gestire una fabbrica di mobili da poco fondata. Era il 1963: «Tempi durissimi ma in cui c’era tanta fiducia nel futuro», osserva donna Margherita.
A ricordarne la figura il sindaco Gianguido D’Alberto e il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura. Il sindaco ha ricordato che l’iter è iniziato con la precedente amministrazione ed è stata determinante la prefettura. «Una figura fondamentale per la crescita sotto il profilo economico, ma anche umano, sella nostra comunità. Ha messo sempre al centro un senso di umanità che ne ha caratterizzato la vita. Oggi sentiamo fortemente il bisogno di figure come la sua, in questo momento difficile», ha ricordato D’Alberto. Tanti gli incarichi ricoperti, oltre al ruolo di imprenditore, basta ricordare Di Sante che è stato per 40 anni ininterrottamente presidente di sette banche. Di Bonaventura ha ricordato la sua propensione ad aiutare le persone più svantaggiate: «Un uomo che ha utilizzato il suo esser per gli altri». Il vescovo Lorenzo Leuzzi ha benedetto al statua e i presenti augurando che chi entra a Teramo, vedendo il busto sappia «che questa è una comunità in cui ognuno si impegna a far crescere gli altri come Di Sante». (a.f.)
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