Un coltello per il giudice Ora si spera nelle telecamere

MARTINSICURO. E’ nelle immagini catturate da alcune telecamere della zona che gli investigatori cercano di capire se il coltello trovato in via Colombo sia un gesto intimidatorio rivolto al giudice...
MARTINSICURO. E’ nelle immagini catturate da alcune telecamere della zona che gli investigatori cercano di capire se il coltello trovato in via Colombo sia un gesto intimidatorio rivolto al giudice Marina Tommolini. In questi giorni, infatti, i carabinieri stanno esaminando proprio le immagini per ricostruire nei dettagli l’episodio avvenuto qualche giorno fa. L’arma, un coltello da cucina, è stato trovato sul muretto di recinzione di via Colombo, davanti al palazzo di Martinsicuro che tra i suoi condomini annovera il giudice Marina Tommolini, fino a tre anni fa gip al tribunale di Teramo e attualmente in servizio alla Corte d’Appello di Ancona. Una coincidenza o qualcosa di più? Esiste un collegamento tra il coltello e la presenza del giudice Tommolini in quel palazzo? E’ proprio su questo che i carabinieri indagano visto che nel novembre del 2011 sempre in via Colombo qualcuno incendiò la macchina del magistrato e qualche istante dopo diede fuoco alla vettura del maresciallo dei carabinieri Spartaco De Cicco. Il coltello è stato trovato tra giovedì e venerdì da alcuni inquilini che hanno visto l’arma appoggiata sul muretto di recinzione e hanno subito allertato i carabinieri. Intanto il ricordo vola al novembre del 2011, quando in una sola notte ignoti agirono in simultanea tra via Colombo, dove si trovava la macchina del magistrato, e via Brescia dove era parcheggiata quella del militare. Chi accese i roghi evitò accuratamente di lasciare tracce di inneschi nelle due strade poco distanti l’una dall’altra: molto probabilmente proprio per evitare che si potesse risalire a qualcuno. Chi agì nel cuore della notte sapeva che il cancello grande del cortile era stato dotato di un allarme. Per quel doppio attentato la pista privilegiata resta quella legata a qualche indagine particolare, qualche inchiesta recente o vecchia che portava la firma del magistrato Tommolini. Lo stesso che in primo grado ha condannato Salvatore Parolisi all’ergastolo per l’omicidio della moglie Melania Rea. (d.p.)
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