Un coro di no ai fanghi del porto di Ortona

Dopo il Parco del Cerrano protestano contro la Regione Wwf, Legambiente e Mercante del M5S
PINETO. Il Wwf e Legambiente ritengono che l’autorizzazione regionale allo sversamento in mare dei fanghi di dragaggio del porto di Ortona, in una zona poco distante all’area marina protetta del Cerrano sia «un attacco feroce alla biodiversità che il parco tenta di tutelare». Le associazioni ambientaliste ripropongono le parole espresse da Pietro Palozzo, membro del cda dell’Area marina protetta Torre del Cerrano nel criticare la decisione della Regione di autorizzare lo scarico in mare di oltre 340mila metri cubi di fanghi. Wwf e Legambiente ritengono «le prescrizioni imposte nella delibera regionale insufficienti a garantire la tutela del mare, meno che mai nei prossimi mesi, quando la gran parte degli organismi marini affronterà la delicata stagione riproduttiva e alla vigilia del periodo balneare, il più prezioso per l’economia dei territori coinvolti. I potenziali effetti negativi sono enormi, in particolare per il fatto che la quantità di sabbia che dovrebbe essere sversata è immensa e già solo i danni da soffocamento potrebbero essere rilevantissimi. A questo vanno aggiunti i risvolti negativi per il turismo, con un vulnus economico rilevante per una vasta parte del territorio costiero regionale. Non a caso si stanno in queste ore valutando azioni giudiziarie». Wwf e Legambiente parlano di «una scelta sbagliata, assunta senza tenere in alcun conto i possibili danni che si possono determinare in un ambiente tutelato».
Di «mare trattato come una cloaca» parla invece il consigliere regione del M5S Riccardo Mercante, anche lui contrario allo sversamento dei fanghi. «La Regione Abruzzo», scrive Mercante in un nota, «dice sì ad uno scempio che renderà una perla blu dell’Adriatico il cassonetto dei rifiuti del porto di Ortona. La costa adriatica è già in una situazione ampiamente compromessa dagli sversamenti che arrivano dai fiumi dell’interno verso il mare, in modo particolare nella zona che da Pescara sud arriva fino a Montesilvano, adesso per una serie di scelte politicamente comode, ma scellerate dal punto di vista del buon senso si andrà a compromettere anche la costa teramana nei pressi di Pineto. Tutto questo è inaccettabile e la Regione ancora una volta autorizza senza avere una visione del futuro ed una reale programmazione sul territorio».

