Un’estate con il tutto esaurito È la riscossa della montagna

Gli operatori: «Queste presenze non si vedevano dai primi anni Duemila». Sono arrivati in migliaia da tutta Italia ma restano irrisolti vecchi problemi: impianti chiusi, strade a pezzi, niente internet
TERAMO. Gerani rigogliosi alle finestre delle case riaperte dopo anni, vicoli brulicanti di turisti, attività ricettive con il tutto esaurito, botteghe piene di clienti e una natura incontaminata che ha stupito e conquistato migliaia di visitatori. È stata un’estate d’oro e d’altri tempi per la montagna teramana, con un flusso di presenze da record che secondo gli operatori storici non si registrava dai primi anni Duemila. Una ventata di ottimismo dopo i tanti terremoti che hanno spopolato i borghi e limitato il turismo a una dimensione locale e giornaliera. Ma nell’estate del Covid-19 la montagna, grazie ai suoi spazi aperti che permettono il distanziamento e lo svolgimento delle attività all’aperto, e complici il bel tempo di agosto e i bassi contagi registrati in Abruzzo, è tornata protagonista e nel Teramano ha accolto turisti in larga maggioranza italiani, arrivati da ogni parte dello stivale. Chi già aveva una seconda abitazione, chi è venuto per la prima volta per una vacanza breve o per un soggiorno in hotel, camper, b&b o in affitto.
PRATI DI TIVO. Tutto esaurito a Prati di Tivo, che si riconferma una delle principali attrattive del Teramano. «Una stagione eccezionale che ci ha riportati all’estate del 2003», hanno detto i ristoratori Antonio Riccioni e Valeria Contasti, «con la riscoperta del Gran Sasso da parte degli italiani, la principale clientela». Tutte le attività hanno lavorato e tanti passaggi sono stati registrati sulla cabinovia della Madonnina. A fine settembre scade, però, il contratto di gestione dell'impianto e la preoccupazione è già tanta. «Puntiamo a lavorare anche a ottobre e tutte le attrezzature devono essere aperte il prossimo inverno», hanno sollecitato gli operatori, «inoltre si deve lavorare per la predisposizione di un punto informativo, la riapertura del campeggio e una cartellonistica adeguata per i sentieri». Il pienone si è registrato in tutto il comprensorio. «Un’estate memorabile», ha postato su fb Diana Di Giuseppe di Intermesoli, «non dimenticheremo il “terremoto” di presenze. Tantissime persone contente di quello che hanno visto, che torneranno e che consiglieranno ad altri questi meravigliosi luoghi».
FANO E CROGNALETO. A Fano Adriano ha pesato, però, la chiusura della stazione di Prato Selva. «Solo in agosto abbiamo avuto circa tremila presenze, una boccata di ossigeno per le attività», ha commentato il sindaco Luigi Servi, «con la stazione aperta avremmo potuto fare quel salto di qualità che la nostra comunità merita». Paesi strapieni nel comune di Crognaleto con il punto massimo di arrivi per il concerto di Stefano Bollani nella vicina Campotosto. «Ho avuto tantissimi clienti, anche spose di fuori regione che hanno scelto di convolare nei nostri borghi», ha detto Romina Di Nardo, parrucchiera a Nerito e Montorio.
VALLE SICILIANA. Nella Valle Siciliana, oltre all’abituale turismo dei pellegrini al Santuario di San Gabriele che ha subito una flessione per il divieto di gite organizzate in pullman, si è imposto un turismo trasversale con tante famiglie che hanno ripopolato i paesini. A Castelli flusso di presenze continuo e i ceramisti hanno lavorato «come nelle estati prima del 2009» secondo Lorenzo Di Stefano, presidente dell’Associazione ceramisti castellani. L’utilizzo del suolo pubblico all’aperto con le agevolazioni da parte dei Comuni è stata accolta con entusiasmo come esperienza da replicare. «Cogliendo questa opportunità ho attrezzato uno street food di cucina abruzzese nel bosco, tra Castelli e Fonte Vetica», ha raccontato Simone Simonetti che ha un ristorante a Isola, «la tipologia di clientela è cambiata e la sinergia tra operatori e istituzioni può aprirci a nuove possibilità».
LAGA. Il bilancio più che positivo riguarda, infine, anche i comuni della Laga. A Rocca Santa Maria c’è stato un aumento dei turisti del 60% e il tutto esaurito al neonato rifugio “Il Ceppo”. Situazione analoga per Cortino e Valle Castellana. «Un’estate oltre ogni rosea aspettativa e in molti si sono interessati all’acquisto di abitazioni», ha detto il sindaco castellano Camillo D’Angelo, «ma parte di esse sono inagibili e se non si ricostruisce presto perdiamo una grande occasione».
I VECCHI PROBLEMI. I ritardi nella ricostruzione post-sisma che hanno impedito a tante famiglie di tornare, i problemi della viabilità e la scarsa copertura delle reti telefoniche e internet restano i cronici limiti della montagna teramana, ricordati da amministratori e addetti al settore turistico anche dopo un’estate così positiva.
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