Un futuro per 49 giovani afgani: l’Università li accoglie gratis

Firmato l’accordo tra ateneo, Adsu e la Ong Salam di Isola per portare 20 ragazze e 29 ragazzi in città La docente Ricci: «L’accesso agli studi è opportunità di vita, lavoro, libertà. Superati tanti ostacoli»
TERAMO. Lo studio e la formazione come fondamentali prospettive per il futuro e come àncora di salvezza da un regime, quello dei talebani, che perseguita chi combatte per vedere affermati i propri diritti. In primis alla libertà, come poter frequentare l’università ora preclusa, soprattutto alle donne, in Afghanistan.
Una speranza per 49 ragazzi afghani, 20 donne e 29 uomini, arriva dall’Università di Teramo, che ha promosso, attraverso una convezione quadro con l’Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) e la Ong Salam di Isola, il progetto “Roshanak”, di cui è referente la docente Fiammetta Ricci, per l’accoglienza degli studenti a Teramo e nell’ateneo, progetto che permetterà loro di avere una nuova opportunità di studio e di vita e la concreta possibilità di uscire da uno stato di pericolo e minaccia.
L’accordo è stato firmato dal rettore Dino Mastrocola, dal presidente Adsu Vincenzo Di Giacinto e dalla presidente Salam Simona Fernandez. I 49 studenti – che si aggiungono al loro connazionale Karimi Mohammad Aref, che è già a Teramo ed è iscritto al primo anno di Biotecnologie grazie a un canale attivato dal Ministero degli esteri italiano e dalla Crui International – si iscriveranno alle lauree triennali con l’esenzione totale dalle tasse, un servizio di tutoraggio, iniziative di sostegno allo studio e di integrazione. L’Adsu ha anche riaperto i termini delle domande per le borse di studio da assegnare esclusivamente a loro.
«Questo progetto è una operazione di grande portata, sia sotto il profilo umanitario che di interculturalità e promozione sul territorio di una cultura civile e di accoglienza dell’estraneo di cui abbiamo sempre un po’ paura», spiega Ricci. «L’accesso agli studi universitari è la chiave di volta per una concreta opportunità di vita, lavoro, libertà e di pari opportunità, principi costituzionali per noi fondamentali. È anche un modo per ridare al popolo afgano fiducia nella democrazia, da cui si sente tradito, e per tornare a vivere nel rispetto dei diritti umani, soprattutto per le donne. La sintonia con Fernandez e la piena disponibilità del rettore, dell’Asdu e degli uffici hanno permesso di superare i non pochi ostacoli».
Per l'espatrio sono state fatte le domande di visto alle ambasciate di Theran, Istanbul e Doha e da qui i ragazzi partiranno per l’Italia con Fernandez. «Tutto è nato dal confronto che abbiamo avuto io e Ricci con i profughi che sono stati a Isola e Montorio, persone preparate che ci hanno illustrato la drammatica situazione degli studenti», racconta Fernandez. «Con la Ong Kwaran che è sul posto abbiamo scelto quelli che erano in pericolo di vita per aver manifestato le proprie idee. Siamo fieri di aver riposto alle barbarie con la cultura: lo studio dà futuro sempre e a loro anche una nuova e ritrovata vita. E siamo felici perché il nostro territorio si è unito per salvare queste persone e ha messo in atto una rivoluzione culturale che è partita dal rettore Mastrocola e ha raccolto le forze degli altri partecipanti. Un coro di civiltà che spero si allarghi sempre di più».
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