Un libro sulla squadra dei medici

31 Marzo 2023

Racconta trent’anni di imprese ai mondiali di calcio della categoria

TERAMO. Domani alle 17, nella sala consiliare della Provincia, verrà presentato l’almanacco “I mondiali di calcio della squadra As Medici Teramo”. Curata dal dottor Venturo Cianchini, che di quella squadra fu uno dei pilastri difensivi, e da Tonino Valbruni, che per oltre quarant’anni ha preparato e guidato dalla panchina i medici teramani, la pubblicazione è un elenco di statistiche e un collage di articoli e titoli di giornale che, arricchito da decine di fotografie, ricostruisce l’attività di una compagine capace più volte – nel trentennio tra il 1984 e il 2013 – di sfiorare il titolo mondiale dei Giochi riservati alla professione.
La nascita di una squadra strutturata dei medici teramani è legata a una sconfitta bruciante del 1970 contro i colleghi dell’ospedale di Atri: uno 0-3 seguito da spietati sfottò, che spinse i dottori dell’ospedale Mazzini – con Remo Dragoni nel ruolo di dirigente-factotum – a preparare per bene la rivincita. Valbruni, che all’epoca stava chiudendo la carriera da calciatore e cominciando quella di allenatore, accettò di guidare la squadra solo a condizione che si allenasse due volte alla settimana. E, dopo un anno di preparazione, rivincita fu: un 5-1 ad Atri che, accompagnato dalla vittoria anche contro l’ospedale di Giulianova, fruttò ai Medici Teramo il titolo di campioni provinciali. Da allora, fino al 1984, l’attività fu saltuaria: poi, sotto la spinta di Carmelo Battaglia e Nicola Franchi, nacque una vera e propria associazione sportiva e cominciarono le partecipazioni ai Giochi mondiali della medicina, oltre che ai campionati amatoriali provinciali. Più volte, grazie alla qualità soprattutto agonistica dei giocatori e alla sagacia tattica di Valbruni, i Medici di Teramo hanno raggiunto le semifinali dei Giochi mondiali e una volta, nel 1992 a Ostuni, anche la finalissima, battuti 1-0 dai francesi di Lione in una partita equilibratissima. L’anno prima, a Creta, avevano perso solo ai rigori la semifinale contro una squadra tedesca che poi avrebbe vinto il titolo.
Domani quella bella e lunga avventura, fatta di tanta passione, sarà rievocata dai protagonisti. E non mancherà un grazie a Luciano Campitelli, un altro che di passione calcistica ne sa qualcosa, che ha finanziato la stampa dell’almanacco.(d.v.)