Un milione e mezzo dalla Tasi, 380mila euro più del previsto

28 Marzo 2015

E mancano ancora ritardatari e morosi. Retko si scaglia sull’amministrazione: «Fate cassa spremendo i cittadini». L’assessore Verdecchia: «Potevamo alzare l’aliquota fino al 3,3 per mille»

GIULIANOVA. Il Comune per il 2014 ha incassato un milione e 484mila euro (è un dato aggiornato al primo marzo scorso) dal pagamento della Tasi, l’ex Imu sulla prima casa, ovvero 380mila euro in più di quanto preventivato (un milione e 100mila euro). Secondo Fabrizio Retko di Linea Retta tutto ciò è servito «a fare cassa con i sacrifici e le rinunce dei cittadini». Il gruppo consiliare, basandosi sui dati forniti dal dirigente dell’area finanziaria Corinto Pirocchi, è tornato a ripetere che prevedere l’aliquota massima pari al 2,5 per mille durante la seduta consiliare di approvazione del regolamento, nel settembre 2014, ha portato un ulteriore aggravio per le tasche dei cittadini giuliesi. Linea Retta, infatti, aveva proposto di fissare un’aliquota fissa all’1,47 per mille senza detrazioni ma, già allora, l’assessore al bilancio Katia Verdecchia aveva risposto che, in quel modo, la tassa sarebbe risultata iniqua perché i cittadini avrebbero pagato più o meno le stesse cifre per case di metrature diverse; prevedendo invece l’aliquota al 2,5 per mille con detrazioni e agevolazioni, la tassa sarebbe risultata più equa.

«La maggioranza consiliare», dichiara Retko, «con delibera del settembre 2014, ha fissato al 2,5 per mille l’aliquota Tasi (il massimo applicabile), prevedendo un introito di 1.100.000 euro. Al 1° marzo 2013  per l’anno 2014 è stata incassata una somma pari a 1.484.539 euro, ossia 380.000 euro in più rispetto a quanto calcolato mesi prima. Al conto mancano i ritardatari ed i morosi. Su base media nazionale, ogni abitazione ha avuto l’imposizione di 200 euro circa. A Giulianova le abitazioni sono circa 11.000; ne deriva che il gettito Tasi dovrebbe attestarsi sui 2.200.000 euro».

Secondo Katia Verdecchia, però, sebbene ci siano persone che debbano ancora saldare, non si arriverà mai a quella cifra; l’assessore ha anche spiegato che, essendo una tassa nuova, la cifra di un milione e 100mila era stata una proiezione basata sui dati catastali. «Abbiamo ripreso i dati dalla banca dati», afferma Verdecchia, «e poi fatto una stima del gettito Tasi. L’anno scorso è stata la prima volta che abbiamo applicato la tassa e, ovviamente, non appena rientreranno tutti i pagamenti bisognerà effettuare una verifica dei dati catastali. È possibile che siano stati modificati, ma noi ci siamo dovuti basare sui dati che avevamo. Per il resto, se avessimo voluto fare cassa, avremmo fissato l’ipotetico introito direttamente a un milione e 484mila euro e alzato l’aliquota al 3,3 per mille come prevedeva la legge e come altri Comuni hanno fatto».

Linea Retta ha concluso lanciando un monito all’assessore al bilancio, diffidandola dall’applicare, per il 2015, l’aliquota del 2,5 per mille.

Margherita Totaro

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