Un milione in meno alla Provincia «Così non riscaldiamo le scuole»

14 Maggio 2014

TERAMO. Le scuole gestite dalla Provincia rischiano di restare al freddo. E’ la conseguenza che deriverà dall’ulteriore taglio alle risorse dell’ente previsto nel decreto legge n°66 del 2014. L’allar...

TERAMO. Le scuole gestite dalla Provincia rischiano di restare al freddo. E’ la conseguenza che deriverà dall’ulteriore taglio alle risorse dell’ente previsto nel decreto legge n°66 del 2014. L’allarme è lanciato dal presidente dell’amministrazione provinciale Valter Catarra. «Dopo l’approvazione del decreto, in attesa di essere convertito in legge», spiega, «la Provincia di Teramo avrà un milione di euro in meno che si sommano ai 13,2 milioni già tolti: 8,4 milioni di tagli ai trasferimenti e 4,8 milioni di addizionale Irpef che ora viene incassata dallo Stato». A risentirne non saranno solo le spese, ma gli stessi servizi forniti dall’ente.

«Il problema non è cosa fare delle Province», avverte Catarra, «ma chi e con quali risorse provvederà alle funzioni primarie ad esse assegnate». L’erogazione dei servizi, a detta del presidente, è già stata fortemente compromessa dal taglio di 1,2 milioni di euro operato dal governo con precedenti manovre economiche. L’ulteriore mazzata prevista nel nuovo decreto, dunque, rischia di avere pesantissime conseguenze. «Si tratta di misure insostenibili», afferma Catarra, «perché non determinano una riduzione dei trasferimenti erariali alle Province, che già da due anni praticamente non esistono più, ma del versamento all’erario di tributi propri dell’ente». L’amministrazione provinciale, dunque, non solo ha dovuto rinunciare ai finanziamenti ma dovrà pagare di tasca propria lo Stato. «Avevamo concentrato le poche risorse disponibili sulla manutenzione ordinaria delle strade e sulle scuole», tiene ad evidenziare il presidente dell’amministrazione provinciale, «ma per chiudere in pareggio il bilancio dovremo togliere anche questi capitoli».

Le conseguenze saranno disastrose. «Solo per la gestione del calore, spesa che per la stragrande maggioranza riguarda le scuole, è previsto un taglio del 30%», conclude, «quali istituti dovremmo far rimanere al freddo?». La preoccupazione di Catarra è condivisa a livello nazionale dall’Unione delle province italiane, secondo cui l’applicazione del decreto rischia di compromettere il percorso delle riforme istituzionali. Per questo l’associazione che riunisce le amministrazioni provinciali ha chiesto un incontro al ministro delle Finanze Carlo Padoan e ai sottosegretari tra cui l’abruzzese Giovanni Legnini per scongiurare l’ennesimo salasso. (g.d.m.)

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