Un piano sul consumo di suolo «Ma non blocchiamo l’edilizia»

TERAMO. «Noi parliamo del contenimento del consumo di suolo, non di blocco». Ieri in Provincia l'assessore all'urbanistica Vincenzo Falasca, assieme al presidente Valter Catarra e agli architetti...
TERAMO. «Noi parliamo del contenimento del consumo di suolo, non di blocco». Ieri in Provincia l'assessore all'urbanistica Vincenzo Falasca, assieme al presidente Valter Catarra e agli architetti Giuliano Di Flavio e Marco D'Annuntiis, ha fatto luce su alcuni aspetti del nuovo piano strategico provinciale per la sostenibilità ambientale e il contenimento del consumo di suolo e la variante normativa, adottati nell'ultimo consiglio del 29 maggio. «Si è sempre pensato alla crescita come a nuove aree di edificazione, ma non è più così», ha spiegato Falasca, «la legge regionale 24/2014 vieta in linea di massima di edificare nelle aree agricole. Noi non vogliamo bloccare la crescita. Questo è stato uno dei punti fondamentali, mettendo le norme di salvaguardia per evitare di fermare i lavori in corso d'opera». La variante normativa al Ptcp prevede che entro sei mesi dall’adozione della suddetta i Comuni individuino i limiti del territorio urbanizzato ma, ha chiarito Di Flavio, «questa perimetrazione serve per definire gli interventi».
Un'altra novità introdotta dalla variante normativa è rappresentata da una suddivisione del territorio in sei aree omogenee definite “sistemi territoriali complessi”, individuate attorno agli alvei fluviali (Vibrata, Fino-Piomba, Vomano, Val Tordino-Teramo) e due zone pedemontane (Gran Sasso, Laga). Questi nuclei, che vanno a raggruppare i 47 comuni, costituiranno il livello base di governabilità del territorio per tutte le problematiche relative alla definizione dei margini urbani, al dimensionamento dei piani e alla distribuzione dei servizi. Come ha sottolineato Catarra, «con le conferenze di pianificazione saranno i sindaci che dovranno mettersi a tavolino e gestire il territorio con accordi di programma o protocolli d’intesa». Anche il contratto di fiume e di paesaggio, con la partecipazione di tutti gli attori locali per la pianificazione dello sviluppo territoriale, sono strumenti attuativi del piano strategico. (c.d.g.)
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