Un piano sul consumo di suolo «Ma non blocchiamo l’edilizia»

4 Giugno 2014

TERAMO. «Noi parliamo del contenimento del consumo di suolo, non di blocco». Ieri in Provincia l'assessore all'urbanistica Vincenzo Falasca, assieme al presidente Valter Catarra e agli architetti...

TERAMO. «Noi parliamo del contenimento del consumo di suolo, non di blocco». Ieri in Provincia l'assessore all'urbanistica Vincenzo Falasca, assieme al presidente Valter Catarra e agli architetti Giuliano Di Flavio e Marco D'Annuntiis, ha fatto luce su alcuni aspetti del nuovo piano strategico provinciale per la sostenibilità ambientale e il contenimento del consumo di suolo e la variante normativa, adottati nell'ultimo consiglio del 29 maggio. «Si è sempre pensato alla crescita come a nuove aree di edificazione, ma non è più così», ha spiegato Falasca, «la legge regionale 24/2014 vieta in linea di massima di edificare nelle aree agricole. Noi non vogliamo bloccare la crescita. Questo è stato uno dei punti fondamentali, mettendo le norme di salvaguardia per evitare di fermare i lavori in corso d'opera». La variante normativa al Ptcp prevede che entro sei mesi dall’adozione della suddetta i Comuni individuino i limiti del territorio urbanizzato ma, ha chiarito Di Flavio, «questa perimetrazione serve per definire gli interventi».

Un'altra novità introdotta dalla variante normativa è rappresentata da una suddivisione del territorio in sei aree omogenee definite “sistemi territoriali complessi”, individuate attorno agli alvei fluviali (Vibrata, Fino-Piomba, Vomano, Val Tordino-Teramo) e due zone pedemontane (Gran Sasso, Laga). Questi nuclei, che vanno a raggruppare i 47 comuni, costituiranno il livello base di governabilità del territorio per tutte le problematiche relative alla definizione dei margini urbani, al dimensionamento dei piani e alla distribuzione dei servizi. Come ha sottolineato Catarra, «con le conferenze di pianificazione saranno i sindaci che dovranno mettersi a tavolino e gestire il territorio con accordi di programma o protocolli d’intesa». Anche il contratto di fiume e di paesaggio, con la partecipazione di tutti gli attori locali per la pianificazione dello sviluppo territoriale, sono strumenti attuativi del piano strategico. (c.d.g.)

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