Un terzo delle pratiche viene bocciato

22 Agosto 2019

I problemi riguardano la carenza di documentazione o il mancato rispetto dei tempi da parte dei professionisti

TERAMO. I numeri della ricostruzione migliorano, ma non troppo. La media mensile delle pratiche chiuse dall’Usr da quando a gennaio alla sua guida si è insediato il direttore Vincenzo Rivera è decisamente più alta rispetto ai due anni precedenti, sebbene con il ritmo pur accelerato dell’ultimo periodo servirebbero ancora anni per liquidarle tutte. Ogni mese sono circa trenta le istanze relative alla ricostruzione di edifici privati resi inagibili dal terremoto licenziate dall’ufficio speciale che fa capo alla Regione.
A portare il conto dell’attività dell’Usr è il consigliere di ‘Futuro in’ Franco Fracassa che, però, evidenzia un dato preoccupante al di là della positiva accelerazione fatta registrare negli otto mesi di nuova gestione. «Delle trenta pratiche trattate», sottolinea il rappresentante dell’opposizione che è stato assessore nella passata amministrazione, «dieci vengono respinte perché non in regola». I problemi evidenziati durante l’esame di queste istanze per la maggior parte riguardano la mancanza di documentazione o il mancato rispetto dei tempi di consegna da parte dei professionisti che curano i progetti di ripristino degli immobili lesionati. In pratica, un terzo delle pratiche esaminate dall’Usr non va a buon fine e questo condiziona l’attività della struttura guidata da Rivera. «Il tempo necessario per l’esame è lo stesso», fa notare Fracassa, «sia in caso di esito positivo che nel caso opposto, per cui gli errori influiscono sul risultato complessivo dell’ufficio». Fracassa, dunque, intende farsi promotore di un incontro, da organizzare già da inizio settembre con Rivera, per illustrare ai tecnici i criteri esatti con cui stilare le pratiche. «Sarà l’occasione per dare risposte ai dubbi dei professionisti», spiega l’ex assessore, «limando così le difficoltà che si riscontrano nella presentazione delle istanze».
Per il consigliere è necessario, comunque, aumentare la media delle pratiche liquidate dall’ufficio. «Deve almeno raddoppiare rispetto ai numeri attuali», osserva, «altrimenti ci vorranno ancora molti anni prima che siano liquidate tutte». Da aumentare è anche la quota delle istanze presentate tramite la piattaforma telematica utilizzata dall’Usr. «Al momento sono solo 1.500 quelle caricate», fa sapere Fracassa, che sottolinea come il dato sia ancora troppo basso rispetto alla mole di schede di inagibilità emesse a seguito delle verifiche da parte della Protezione civile. Solo quelle con esito B, relative a edifici con danni non gravi, che interessano il comune di Teramo sono 750, a dimostrazione del fatto secondo il consigliere che ce ne sono ancora tante non presentate all’ufficio speciale. L’accelerazione dell’inserimento delle istanze sulla piattaforma telematica è quindi un ulteriore passaggio obbligato per dare sostanza alla ricostruzione. Positivi sono anche i dati del 2019 relativi al pagamento degli stati di avanzamento lavori, i cosiddetti Sal, per i lavori avviati. Nei primi sei mesi di quest’anno sono stati liquidati alle imprese 8,4 milioni di euro, a fronte dei 3,3 dei due anni precedenti. La media è di poco inferiore agli 1,3 milioni al mese, contro i 166mila euro del periodo 2017-2018. L’impulso alla ricostruzione passa anche attraverso l’attività istituzionale. Per oggi a Roma è in programma l’incontro del sindaco Gianguido D’Alberto, del governatore Marco Marsilio e di Rivera con la cabina di regia per l’emergenza post sisma nel quale chiederanno maggior peso per il cratere abruzzese.
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