Una donna alla guida della Fondazione

La commercialista raccoglie l’unanimità dei consiglieri e la benedizione di Nuzzo. «Io tancrediana? Sono autonoma»
TERAMO. Confermati tutti i pronostici della vigilia: Enrica Salvatore, commercialista teramana di 50 anni, docente di materie economiche al Pascal e già vicepresidente dal 2007 al 2013, è la nuovo presidente della Fondazione Tercas. È stata “benedetta” dal presidente uscente Mario Nuzzo e dall’unanimità dei membri del consiglio d’indirizzo. «Unanimità che ha dato il segno di un grande consenso attorno alla sua figura e questo è un buon segno per la Fondazione e per la città», ha commentato Nuzzo dopo aver appreso dell’elezione, aggiungendo: «Ho sempre ritenuto che la sua fosse una valida candidatura». Ma che Fondazione trova Enrica Salvatore? «Trova una fondazione in buone condizioni», dice Nuzzo, «con tutti i livelli organizzativi e normativi ben definiti visto che abbiamo di recente recepito sia la Carta delle Fondazioni che i procedimenti disciplinati dal protocollo con il ministero dell’Economia e Finanze. Troverà un patrimonio gestito bene e potrà dare serenamente continuità alle attività della Fondazione sul territorio».
E la neo presidente, dopo l’investitura, non poteva che rivolgere a Nuzzo il primo pensiero ricordandolo in una nota per «la magistrale ed illuminata presidenza che sin dalla nascita della Fondazione ha dato lustro all’ente ed al territorio». Enrica Salvatore si è soffermata poi a considerare il particolare momento che vede, in questi ultimi mesi, il rinnovamento dei vertici di una buona parte delle 88 Fondazioni italiane. «I “padri nobili”, che hanno dato vita a queste istituzioni filantropiche, stanno cedendo il passo a nuove generazioni», ha dichiarato, «e noi che a Teramo dei “padri nobili” abbiamo avuto uno dei più illustri continueremo in quello che è stato il suo costante impegno per l’affermazione dell’autonomia e dell’indipendenza dell’ente e non dimenticheremo la sua grande lezione etica improntata soprattutto all’ascolto e al dialogo». Ha quindi affermato che il cambiamento dei vertici delle Fondazioni, se da un lato può richiedere periodi di assestamento, dall’altro può anche rappresentare un’opportunità, perché consente l’ingresso di nuove energie e competenze. «E di nuove energie e qualificate competenze è straricco questo nuovo consiglio d'indirizzo», ha dichiarato, «se penso alla presenza dell’alto valore accademico del professor Mauro Mattioli, della dinamica capacità imprenditoriale di Raffaele Falone e di Tiziana Di Sante e quella gestionale di Martina di Musciano che sono convinta si integreranno armoniosamente con le esperienze già apprezzate e consolidate di Gianni Colletta, Alessandra Striglioni e Cristina Martella e quelle affermate da più lungo corso di Gianfranco Mancini ed Attilio Danese».
Dopo l’elezione Enrica Salvatore non ha rilasciato commenti rimandando a una conferenza stampa in programma lunedì mattina, ma chiamata a rispondere se le abbia dato fastidio in questi mesi essere definita “tancrediana” per sintesi giornalistica nel tratteggio degli equilibri politici in gioco con le nomine ha risposto: «Il mio è un ruolo super partes. Pertanto ho colto la sintesi e per tancrediana ho voluto intendere il fatto che sia stato riconosciuta la circostanza che con Paolo Tancredi siamo stati compagni di scuola, amici, con figli della stessa età. E’ quindi un attributo che mi piace se ricondotto nell’ottica di una conoscenza datata e di un’amicizia come è in evitabile in città come Teramo. Ma sono una persona autonoma e rivendico l’autonomia nel ruolo che mi appresto a rivestire».
Marianna De Troia
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