Una folla in lacrime per l’addio a Natascia

13 Agosto 2015

I funerali della maestra officiati dal vescovo. Il ricordo del marito Vincenzo Leonzi: «Mamma perfetta e moglie gentile»

TERAMO. «Non ti chiediamo, Signore, perché ce l’hai tolta, ti ringraziamo di avercelo donata e per il tempo che ce l’hai lasciata». Il vescovo Michele Seccia fa sue le parole di Sant’Agostino nel celebrare il funerale di Natascia Salvi, la mamma di 44 anni morta domenica scorsa sul Gran Sasso. La donna è deceduta in seguito al grave trauma da caduta, dopo essere stata travolta da un fiume di acqua e detriti. Quella domenica, come aveva fatto tante altre volte in precedenza perché Natascia amava la montagna ed era solita frequentarla, si stava concedendo un’escursione sul Monte Prena insieme al marito Vincenzo Leonzi e ai due figli adolescenti. I familiari, trascinati a loro volta dall’acqua sono riusciti a salvarsi e hanno preso parte alla funzione che si è tenuta ieri pomeriggio nella chiesa di Villa Mosca.

Sono stati in tanti a stringersi accanto alla famiglia e a voler dare l’ultimo saluto alla donna molto amata in città. Natascia era un’insegnante e lavorava nella scuola dell'infanzia Pinocchio nel quartiere di Colleatterrato, dove risiedeva con i suoi. E il mondo della scuola l’ha omaggiata con un ultimo accorato saluto nella chiesa affollata. Numerose infatti le insegnanti presenti alla funzione, così come hanno partecipato in molti tra i compagni di scuola dei figli della donna. Il parcheggio antistante la chiesa e le strade del quartiere di Villa Mosca erano ricolme di macchine pur nell’afa pomeridiana di agosto. Durante il funerale il marito Vincenzo ha preso la parola e con un filo di voce, a volte appena percepibile, ha ringraziato il soccorso alpino e i tanti presenti, molti dei quali a lui sconosciuti, ma che conoscevano e amavano Natascia.

«Una mamma perfetta, un donna gentile», ha raccontato prima che la sua voce fosse rotta dal dolore. E l’emozione palpabile di tutti si è tradotta in un applauso di vicinanza. Al termine del funerale il feretro della donna è stato portato all’esterno della chiesa e ad attenderlo c’era un enorme pallone bianco pieno di tanti palloncini colorati più piccoli. «Grazie, ti vogliamo bene, non ti dimenticheremo mai maestra», c’era scritto, a firma degli alunni della sua sezione di scuola di Colleatterrato. E nel momento in cui la macchina che trasportava la bara si è avviata per raggiungere il cimitero, qualcuno ha fatto scoppiare il pallone bianco lasciando che i palloncini colorati raggiungessero il cielo. Un piccolo gesto di affetto per un’insegnante molto apprezzata anche per le doti artistiche e la grande manualità che esprimeva al lavoro. Un secondo lungo applauso è partito spontaneo e i familiari e i parenti della donna si sono avviati per la tumulazione. Questo pomeriggio alle 19.30, sempre nella chiesa di Villa Mosca, si terrà la messa di riuscita.

EmanuelaMichini

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