Una tantum a chi ha la partita Iva «Ci sono furbetti, controllate»

L’associazione Robin Hood: abbiamo ricevuto decine di segnalazioni su contributi assegnati a chi non ne aveva diritto. La Regione disponga verifiche a tappeto com’è stato fatto nelle Marche
TERAMO. Arriva la prima graduatoria regionale con i beneficiari del contributo “una tantum” da 5mila euro a sostegno dei lavoratori autonomi terremotati e con essa numerose segnalazioni di presunte irregolarità. Così l’associazione consumatori “Robin Hood”, facendosi portavoce delle proteste, chiede alla Regione controlli a tappeto contro eventuali “furbetti”, per verificare che chi è risultato beneficiario abbia effettivamente tutti i requisiti richiesti.
«Pubblicata la prima tranche degli aventi diritto all’una tantum, è scoppiata la polemica sulla presunta presenza di furbetti», dice il presidente dell'associazione Pasquale Di Ferdinando, «il contributo veniva assegnato a coloro che, possessori di partita Iva – professionisti, artigiani o commercianti – sulla base di un'autocertificazione dichiaravano il possesso dei requisiti e, soprattutto, la sospensione dell’attività a causa del terremoto». Il presidente aggiunge che l'associazione da lui guidata, per dovere di trasparenza, ha pubblicato la lista dei beneficiari – presente sul sito della Regione – anche sul proprio blog raggiungibile all'indirizzo "consumatorinotizie.blogspot.it".
L’indennità era stata emessa, come si legge nella determinazione dirigenziale del 18 gennaio scorso, «in favore di collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale, dei lavoratori autonomi, ivi compresi i titolari di attività di impresa e professionali, iscritti a qualsiasi forma obbligatoria di previdenza e assistenza, che abbiano dovuto sospendere l’attività a causa degli eventi sismici». Si chiedeva, inoltre, che gli stessi operassero, esclusivamente o prevalentemente, in uno dei comuni per i quali è stata riconosciuta, per l’anno 2016, l’indennità una tantum. Di Ferdinando sottolinea che all'associazione sono pervenute decine di telefonate con segnalazioni relative a non aventi diritto. «I controlli, sulla base della normativa, in genere coinvolgono un 5% delle autocertificazioni», spiega il presidente, «la mole di segnalazioni ora impone un approfondimento per garantire legalità, trasparenza e giustizia». Di Ferdinando chiede quindi il massimo controllo possibile e non esita a citare l'esempio della regione Marche, dove sarebbe stato attivato un controllo su tutte le domande in collaborazione con l’Inps. «Chi ha dichiarato il vero non ha nulla da temere, i furbetti sì», conclude il presidente, «la vicenda crea malessere nei cittadini che, attenendosi al dettato, non hanno presentato domanda, pur nelle difficoltà oggettive di mantenere aperta un'attività in zona terremotata. Il nostro appello va al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e all’assessore competente, affinché anche in Abruzzo si evitino abusi».
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