Una via per il carabiniere Fazzini

12 Febbraio 2023

Il militare teramano morto nel 1968 durante un servizio di vigilanza ad Ascoli

TERAMO. L'eroismo e il senso del dovere del carabiniere Antonio Fazzini scolpiti nella storia della città di Teramo e della comunità di San Nicolò: al militare morto nel 1968 durante un servizio di vigilanza a una centrale idroelettrica nell'Ascolano è stata intitolata una via della frazione, quella che fino ieri era via Brigiotti. Alla cerimonia hanno preso parte autorità civili e militari, a partire dal sindaco Gianguido D'Alberto e dal comandante provinciale dei carabinieri di Teramo Pasquale Saccone. Presenti anche il presidente della sezione dell'associazione nazionale carabinieri di Teramo, il maresciallo maggiore in congedo Pietro Piccioni, il vescovo Lorenzo Leuzzi, studenti dell'istituto comprensivo Teramo 4 e i famigliari di Fazzini: le figlie Miria e Palma, la sorella Ilde e il fratello Gilberto, anche egli appuntato dei carabinieri in congedo. Proprio a San Nicolò il militare viveva con la moglie e le figlie quando restò vittima dell'incendio che scoppiò nella centrale idroelettrica, nell'altruistico ma vano tentativo di salvare la vita a un ingegnere Enel. «Dedicare una via all’appuntato Fazzini significa anche additare alle generazioni future i valori dell’esempio, della solidarietà e dell’altruismo, valori del capitale umano su cui è necessario continuamente investire per una società più giusta e solidale», ha detto il colonnello Saccone nel corso della cerimonia ricordando il militare, già medaglia al valor civile. «Oggi vogliamo celebrare un uomo che sacrificando la propria vita per cercare di salvare un altro uomo ci ha ricordato quanto sia fondamentale salvaguardare fino in fondo la dignità umana. E questo è un messaggio che dobbiamo trasmettere soprattutto oggi, in un tempo in cui la dignità vien calpestata in tante parti del mondo», ha aggiunto D'Alberto. (v.m.)