Una vita di lavoro e il cuore da alpino

22 Aprile 2016

Gli amici e i parenti: «Era sempre pronto a dare una mano agli altri». Domani i funerali

BELLANTE. La morte dell’imprenditore ha colpito tutta la comunità di Bellante Paese, dove Annunzio Sciarra abitava con la sua famiglia. Il 64enne, residente da anni nel capoluogo bellantese, fin da ragazzo si era impegnato nell’imprenditoria edile, iniziando a lavorare nel settore quand’era ancora adolescente. Prima con i fratelli, poi con i figli, si era fatto strada dedicandosi all’azienda di famiglia, di cui era titolare. Anche dopo il passaggio dell’impresa nelle mani di uno dei figli, aveva continuato a lavorare con loro, senza smettere di fornire il proprio supporto all’attività. «È un lutto per l’intera cittadina di Bellante. Nunzio era un gran lavoratore, un artigiano molto conosciuto e stimato in paese per la sua serietà e laboriosità», ha detto il sindaco Mario Di Pietro, «la sua scomparsa ci ha lasciato tutti sgomenti. A nome mio e dell'amministrazione comunale, porgo le più sentite condoglianze a tutta la famiglia Sciarra». La comunità bellantese si è stretta attorno al dolore dei familiari e degli amici di Nunzio, che lascia la moglie Lidia e i cinque figli Marco, Andrea, Sonia, Roberto e Tiziana. «Era un uomo sempre con il sorriso sulle labbra. Non si fermava mai, era sempre pronto a dare una mano a tutti. Perennemente attivo, si divideva tra il lavoro, la casa, la famiglia e gli alpini»: così lo ricorda così una parente, aggiungendo che Nunzio era il sesto di undici fratelli. L’imprenditore edile, diviso tra famiglia e lavoro, era molto attivo anche all’interno del gruppo Alpini di Bellante, partecipando alle numerose iniziative organizzate dalla sezione. «A nome dell’intero gruppo Alpini di Bellante, faccio le condoglianze a tutta la famiglia Sciarra. In paese Nunzio era un punto di riferimento per tutti noi»,ha detto il capogruppo delle penne nere bellantesi Antonio Piccioni. «Era una persona speciale, che partecipava sempre a tutte le iniziative», racconta, «oltremodo dedito alla famiglia e al lavoro, quando si doveva partire lui era sempre pronto. Dal 2010 non aveva perso un raduno. Adesso dovevamo andare ad Asti, al raduno nazionale, avevamo già prenotato l’hotel». I funerali sono stati fissati per domani mattina alle 10 nella chiesa parrocchiale di Bellante capoluogo.

Chiara Di Giovannantonio

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