Unionalpha, si mobilitano Cpo e consigliera di parità

30 Dicembre 2018

CAMPLI. La notizia che un’altra azienda del territorio, la Unionalpha di Campli, chiuderà i battenti, lasciando a casa 17 lavoratrici, mobilita la Commissione pari opportunità e la consigliera di...

CAMPLI. La notizia che un’altra azienda del territorio, la Unionalpha di Campli, chiuderà i battenti, lasciando a casa 17 lavoratrici, mobilita la Commissione pari opportunità e la consigliera di parità della Provincia di Teramo. La Cpo, in una lettera firmata dalla presidente Tania Bonnici Castelli, esprime «solidarietà e vicinanza alle 17 lavoratrici dell’Unionalpha Spa che stanno vivendo momenti di angoscia e smarrimento per la chiusura dello stabilimento di Campli. La decisione, da parte dell’azienda, di eliminare la sede teramana che impiegava fino a qualche giorno fa solo donne rappresenta un duro colpo per la nostra comunità. Come Cpo saremmo state solidali nello stesso modo e con lo stesso affetto anche se si fosse trattato di uomini lavoratori in difficoltà. Pensare però che delle mamme di famiglia saranno costrette a scegliere tra restare a casa senza lavoro o trasferirsi a 60 chilometri di distanza, in zone difficilmente raggiungibili nel territorio di Comunanza (Ascoli), ci rende particolarmente tristi. Il nostro auspicio», conclude Bonnici Castelli, «è che la proprietà dell’Unionalpha possa tornare sulle proprie scelte e magari ripensare le proprie strategie attraverso il potenziamento dello stabilimento di Campli. Tale soluzione avrebbe il sostegno e l’impegno di tutte le istituzioni locali. Noi ci saremo».
Secondo la consigliera di parità Monica Brandiferri, «neanche le agevolazioni erogate dall’Inps per favorire l’assunzione di donne, anche over 50, come il Bonus Assunzioni Donne 2018 o l’Incentivo Occupazione Mezzogiorno, sono servite a ridare impulso e a creare condizioni vantaggiose per ricollocare, nelle nostre aziende teramane, donne disoccupate». Brandiferri continua: «Non possiamo assolutamente permetterci di mandare a casa nemmeno una sola delle lavoratrici dell’Unionalpha visto il prezzo che le nostre zone montane stanno pagando in termini di spopolamento e abbandono dopo il sisma del 2016. I territori dell’entroterra sono sempre più isolati, destinati a morire se non è salvaguardato il poco rimasto anche in termini di opportunità di lavoro, soprattutto femminile», aggiunge la consigliera, «che mai come ora è ai minimi storici».
«Sono certa», aggiunge la consigliera di parità provinciale, «che il responsabile regionale per le relazioni industriali, Pierluigi Babbicola, le organizzazioni sindacali e la denuncia da parte della sottoscritta agli organi nazionali di riferimento, porteranno a trovare soluzioni concrete a una delle tante situazioni d’incertezza che affliggono il lavoro in provincia di Teramo, malato cronico per le donne».
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