Università, nuovo blitz per l’inchiesta sui conti

Carabinieri e finanzieri acquisiscono altra documentazione su delega del pm Una dipendente si sente male. Il rettore: c’è la massima collaborazione
TERAMO. La prima volta a maggio. La seconda ieri con tanto di dipendente soccorsa dal 118 per un attacco di panico. E’ con un altro blitz di finanzieri e carabinieri nell’ateneo teramano che prende forma l’inchiesta aperta dalla procura sui rapporti tra università e Fondazione. Un’inchiesta, quella che porta la firma del sostituto procuratore Davide Rosati, in cui s’intrecciano anche indagini riguardanti l’applicazione delle norme di sicurezza per alcune strutture dell’ateneo.
Ma il più riguarda i conti: obiettivo del magistrato, che ha delegato finanza e carabinieri ad acquisire tutta la documentazione utile alla ricostruzione, è quello di ricostruire ogni singolo passaggio riguardante la gestione e ripartizione dei fondi. Fondi che il ministero stanzia all’università e che poi l’ateneo “gira” alla Fondazione.
Ieri mattina, sempre su delega del pm Rosati, finanzieri e carabinieri sono tornati negli uffici acquisti, contratti e patrimonio e nell’area risorse economiche e finanziarie del plesso di Scienze della comunicazione.
Nel corso del sopralluogo di carabinieri e poliziotti, una dipendente dell’università addetta a uno degli uffici in cui i militari hanno preso documentazione ha accusato un malore. E’ stato necessario l’intervento dell’ambulanza del 118 che ha soccorso l’impiegata e l’ha trasferita a scopo precauzionale in ospedale, dove è stata trattata per una crisi di panico.
L’inchiesta del magistrato è partita ad aprile dalla segnalazione di quelle che vengono ritenute fonti confidenziali e che a maggio ha portato all’acquisizione di numerosa documentazione.
Per il momento non ci sono indagati e nè ipotesi di reato: ora, una volta acquisita tutta la documentazione ritenuta necessaria, investigatori e inquirenti passeranno alla fase della ricostruzione di tutti i passaggi stabiliti dalle varie normative per accertare eventuali irregolarità. Non si esclude che, una volta acquisita tutta la documentazione necessaria, la procura decida di affidare una consulenza per una visione complessiva di tutti gli atti in mano agli investigatori.
E sul nuovo blitz interviene il rettore Luciano D’Amico che, in una nota, dichiara: «Le attività di verifica e controllo sull’operato dell’ateneo avviate dalle autorità di polizia giudiziaria nello scorso aprile continuano nel clima di massima collaborazione».
Il rettore, inoltre, nella nota ringrazia tutte le forze di polizia giudiziaria «per la preziosa attività di controllo che stanno espletando con straordinaria professionalità».(d.p.)
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