Università, appello del rettore «Vaccini a tutti gli studenti per ripartire a settembre»

La didattica a distanza è stata prolungata per tutto il resto del semestre Mastrocola: «Decisione ineludibile, ma esami e lauree in presenza da maggio»
TERAMO. L’Università di Teramo alla fine è costretta a prolungare la didattica a distanza per tutto il resto del semestre, quindi anche ad aprile e maggio. La decisione è stata presa insieme agli altri atenei abruzzesi. Ma il rettore Dino Mastrocola chiede garanzie certe per far ripartire la didattica in presenza da settembre.
«Quella di proseguire con la didattica a distanza anche oltre il 5 aprile, era una decisione ineludibile, per diversi motivi», spiega Mastrocola, continuando: «L’assessore regionale Nicoletta Verì ci aveva preannunciato che sarebbero state riaperte le scuole fino alle medie, con le superiori al 50%, mentre l’università non sarebbe stata presa in considerazione. Nell’incertezza, dovevamo dare delle certezze agli studenti, con senso di responsabilità. E, viste le criticità e l’incombenza della scadenza del 5 aprile, nella Ccrua si è deciso di continuare con la didattica a distanza in maniera unitaria in tutti gli atenei abruzzesi». Il rettore però annuncia: «Dal primo maggio si potranno fare esami e lauree in presenza». Poi per il prossimo anno accademico: «Vogliamo che si torni in presenza da settembre. Col Comune di Teramo, tramite l’assessore Maurizo Verna, c’è un contatto costante sul tema dei trasporti e abbiamo avuto garanzie sul raddoppio delle linee. Ma la vera necessità per ripartire in sicurezza è vaccinare gli studenti e farlo entro il 24 di settembre».
Il decreto con cui l’ateneo dha deciso di proseguire con la didattica a distanza, ha provocato alcune dure reazioni. Su tutte, quelle di uno dei gruppi studenteschi più rappresentativi, l’Udu, che ha scritto: «Fin dall'estate scorsa abbiamo fortemente sostenuto la necessità di una didattica totalmente mista. L’ateneo ha deciso di prendere una decisione diversa, annunciando il ritorno in aula, scelta fallimentare. Sarebbe stato più semplice se fossimo stati ascoltati: chi è in difficoltà non avrebbe dovuto pagare affitti e chi aveva possibilità di tornare a Teramo, anche nell'incertezza, avrebbe comunque potuto farlo».(l.t.)
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