Uno spazio aperto tutti i giorni Così rinasce lo storico Comunale

Acs presenta il progetto di gestione della struttura: ospiterà anche danza, musica ed eventi circensi L’associazione pagherà un canone annuo di 28.100 euro. La direttrice Coccagna: «Ci crediamo»
TERAMO. Il cineteatro Comunale tornerà ad essere il cuore della cultura teramana. È questo l’ambizioso obiettivo dell’Acs, Abruzzo circuito spettacolo, che ha appena vinto la gara d’appalto indetta dal Comune per la gestione della struttura nei prossimi sei anni, con un incarico rinnovabile per altri sei. L’associazione, che ha la propria base operativa in città ma agisce su tutto il territorio nazionale, ha presentato un’offerta economica fondata sul pagamento di un canone annuo di 28.100 euro annui, ben al di sopra della quota di 18mila euro indicata dall’amministrazione cittadina come base dell’asta al rialzo.
Basta questo dato a descrivere il piglio con cui i nuovi gestori, che prenderanno possesso del cineteatro da fine giugno, quando scadrà la proroga alla Solti di Velletri, intendono affrontare quest’esperienza. «La somma indicata nella proposta sta a significare che abbiamo partecipato per vincere», evidenzia la direttrice Eleonora Coccagna, «ci crediamo». A lei, già presidente dell’associazione “Electa” operante soprattutto nel settore della danza, si deve l’idea che ha portato alla nascita dell’Acs e all’iniziativa sfociata nell’acquisizione della struttura, sorta mezzo secolo fa sulle macerie del demolito teatro storico della città. L’edificio che affaccia su corso San Giorgio diventerà il fulcro di un’intesa attività multidisciplinare che abbraccerà cinema, musica, danza, lirica e anche il circo, inteso nell’espressione più moderna. «Con questo progetto creiamo uno spazio nuovo a livello regionale», spiega Federico Fidanza, presidente dell’Acs ed ex direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, «grazie alla forza e alla volontà operativa di uno staff affidabile che da anni lavora con spirito quasi di volontariato». L’associazione può vantare attualmente una programmazione di 270 spettacoli in 35 comuni abruzzesi che, nelle intezioni dei gestori, faranno del cineteatro di Teramo un punto di riferimento a livello regionale.
«Daremo spazio a tutte le realtà che operano sul nostro territorio», assicura Fidanza evocando uno scenario inclusivo che porterà la struttura a vivere tutti i giorni, non solo in occasione degli spettacoli, grazie anche alla valorizzazione di spazi da tenere costantemente aperti al pubblico come il bar e l’info point al piano terra.
Le dimensioni del palcoscenico e dell’edificio che lo accoglie sono tali, inoltre, da poter ospitare produzioni di livello nazionale come opere liriche e accogliere residenze artistiche in cui attori, ballerini e musicisti concepiranno e metteranno a punto i loro spettacoli. «Questa sarà la sede in cui coordineremo l’attività a livello regionale», chiarisce Zenone Benedetto, che si occuperà della prosa e del teatro per ragazzi, «l’apertura nei confronti delle esperienze già radicate sarà totale: non vogliamo replicare il vecchio modello da cui è derivato un disagio storico». La Riccitelli, che da anni propone e gestisce una corposa stagione teatrale, insomma può stare tranquilla, così come l’istituto musicale Braga e la Benedetto Marcello con i quali saranno individuate forme di collaborazione.
Il cineteatro Comunale sarà anche uno spazio privilegiato per avvicinare gli studenti alla programmazione culturale, tramite il coinvolgimento diretto delle scuole. All’uso pubblico saranno destinati i trenta giorni in cui il Comune, stando ai termini del contratto, si riserverà la sala nel corso dell’anno.
La programmazione definitiva sarà pronta e presentata ufficialmente in aprile. «In questo periodo e anche dopo faremo da attrattore per la creatività esistente in città», annuncia Eleonora Coccagna, «provuomendo un cohousing culturale in cui sviluppare le progettualità e le potenzialità offerte da altre associazioni».
Il progetto dell’Acs, che comunque non può prescindere dalla chiusura della sede attualmente utilizzata da “Electa” per le proprie iniziative, punta insomma al pieno rilancio della struttura in pieno centro storico che nell’ultimo decennio è stata spinta verso un ruolo di secondo piano, subalterno rispetto all’idea mai davvero concretizzata di un nuovo teatro più funzionale ma senza radici. «Qui si respira il legame con la storia», conclude la direttrice dell’associazione che guarda all’ambizoso obiettivo, «questo è il posto delle tradizioni e dell’affetto per tanti teramani».
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