Usura bancaria, il giudice dispone la perizia

8 Febbraio 2019

Mosciano, ieri nuova udienza del processo ai vertici della Banca dell’Adriatico Teramano

MOSCIANO. Sarà la perizia disposta dal tribunale a stabilire se ci sia stata o meno usura “bancaria”. Così è stato deciso ieri mattina dal collegio (presidente Flavio Conciatori, a latere Lorenzo Prudenzano e Enrico Pompei) a chiusura dell’istruttoria dibattimentale del processo che vede imputati i vertici della Banca di credito cooperativo dell’Adriatico Teramano. A processo ci sono Antonino Macera, 63 anni, di Atri, nella sua veste di presidente del consiglio di amministrazione della banca; Gloriano Lanciotti, 62 anni, di Roseto, nella sua veste (all’epoca dei fatti) di vice presidente del consiglio di amministrazione della stessa banca e oggi consigliere. Lanciotti, direttore della Cna provinciale, attualmente è presidente della Camera di commercio. La terza persona a processo è Tiberio Censoni, 51 anni, di Giulianova, nella sua veste, sempre all’epoca dei fatti, di direttore generale della banca di credito cooperativo dell’Adriatico filiale di Atri. Secondo il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, in una operazione riguardante la concessione di un mutuo fondiario di 179mila euro ad un’imprenditrice (fatti risalenti al 2014) l’istituto bancario con sede a Mosciano avrebbe applicato, si legge nel capo d’imputazione, «un tasso effettivo globale pari al 9,955 superiore al tasso soglia del periodo di riferimento (secondo trimestre 2014) pari all’ 8, 6625)». Ricostruzione decisamente smentita da uno dei consulenti del collegio difensivo (il commercialista Emanuele D’Innella) secondo cui, così ha detto ieri in aula, «l’impostazione del consulente della Procura non è stata corretta per calcolare l’interesse applicato. C’è stato un errore di calcolo». Si torna in aula il 28 di questo mese per l’affidamento dell’incarico al perito nominato del tribunale.(d.p.)
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