Usura, il pm chiede il processo per i capi della Bcc dell’Adriatico

Mosciano, un’inchiesta con tre indagati dopo la denuncia di un’imprenditrice di Atri per un mutuo da 179mila euro. L’accusa della procura: «Applicati tassi superiori a quelli legali»
MOSCIANO. E’ con l’ipotesi di reato di usura che la procura chiede il rinvio a giudizio per i vertici della Banca di credito cooperativo dell’Adriatico.
Secondo il pm Stefano Giovagnoni, titolare del fascicolo, in una operazione riguardante la concessione di un mutuo fondiario di 179mila euro ad un’imprenditrice l’istituto bancario con sede a Mosciano avrebbe applicato, si legge nel capo d’imputazione, «un tasso effettivo globale pari al 9,955 superiore al tasso soglia del periodo di riferimento (secondo trimestre 2014) pari all’ 8, 6625)».
Il sostituto procuratore ha chiesto il rinvio a giudizio per Antonino Macera, 63 anni, di Atri, nella sua veste di presidente del consiglio di amministrazione della Banca di Credito Cooperativo dell’Adriatico; per Gloriano Lanciotti, 62 anni, di Roseto, nella sua veste di vice presidente del consiglio di amministrazione della stessa banca e per Tiberio Censoni, 51 anni, di Giulianova, nella sua veste di direttore generale della banca di credito cooperativo dell’Adriatico filiale di Atri. I fatti contestati si riferiscono a giugno 2014. L’inchiesta è scattata dopo la denuncia dell’imprenditrice che, assistita dall’avvocato Gianni Falconi, ha deciso di rivolgersi alla procura per chiedere chiarezza.
Nel corso delle indagini il pm si è avvalso anche della consulenza di un tecnico. «In concorso tra loro», si legge nel capo d’imputazione per i tre firmato dal sostituto procuratore Giovagnoni, «si facevano dare e promettere» dall’imprenditrice «interessi usurari nell’ambito di una complessiva operazione di finanziamento intercorsa tra Banca di credito cooperativo e la cliente». Operazione, si legge ancora nel capo d’imputazione, «consistita in un contratto di mutuo fondiario per un importo di euro 179.500,00 collegato alle operazioni di apertura di credito in prefinanziamento (per un importi complessivo di euro 85.000,00) e libretto di deposito vincolato per sette anni, avendo applicato un tasso effettivo globale (Teg) pari al 9,955 superiore al tasso soglia del periodo di riferimento (secondo trimestre 2014) pari all’ 8,6625». Il mutuo fondiario è un tipo di finanziamento di importo elevato che prevede un rientro con rate periodiche per un medio-lungo periodo e richiede un’ipoteca di primo grado su un immobile già esistente.
Fin qui le accuse mosse dalla procura che ha chiesto il processo per i tre vertici dell’istituto bancario. Ora l’ultima parola spetta al gup che nell’udienza preliminare già fissata per il 2 novembre dovrà decidere se disporre il non luogo a procedere o il rinvio a giudizio .(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

