Va in caserma con un machete: fermato e arrestato dai carabinieri

È accusato di minaccia e violenza a pubblico ufficiale, sequestrato il coltello con cui si è presentato Ai militari ha detto di voler denunciare il proprietario di casa per alcuni lavori avviati nello stabile
SILVI. Si è presentato nella caserma dei carabinieri armato di machete deciso a voler presentare una denuncia contro il proprietario di casa per dei lavori che, secondo lui, non avrebbero dovuto essere fatti.
È successo nella giornata di giovedì e per l’uomo, un colombiano da tempo residente a Silvi, è scattato l’arresto per violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
All’uomo il sostituto procuratore di turno Laura Colica contesta l’ipotesi di reato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, in particolare l’articolo 336 del codice penale: «Chiunque usa violenza o minaccia a pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per costringerlo a fare un atto contrario ai propri doveri, o ad omettere un atto dell’ufficio o del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. La pena è della reclusione fino a tre anni se il fatto è commesso per costringere a compiere un atto del proprio ufficio o servizio, per influire, comunque, su di essa».
Secondo una prima ricostruzione dei fatti il colombiano si è presentato nella caserma dei carabinieri dicendo di voler presentare una denuncia contro il proprietario della sua abitazione per dei lavori che a suo parere non avrebbero dovuto essere fatti.
Davanti ai militari si è presentato con il machete di mano sostenendo le sue ragioni e insistendo nel voler presentare la denuncia contro quei lavori f eseguitinello stabile in cui vive.
I carabinieri, con grande professionalità, sono riusciti a calmarlo e a prendere il grosso coltello che aveva in mano. A questo punto, dopo la segnalazione al pm di turno, per l’uomo è scattato l’arresto con la detenzione domiciliare e l’udienza per direttissima davanti al giudice. Successivamente è scattata anche una perquisizione nell’abitazione dell’uomo per verificare la presenza di eventuali altri coltelli di genere proibito che non sono stati trovati. (d.p.)
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