Va in mostra l’agricoltura del futuro

Nella tradizionale fiera la testimonianza di sei giovani imprenditori che stanno innovando produzione e strategie aziendali
TERAMO. L’agricoltura che cambia e che avvicina sempre di più i giovani è stato il tema della tavola rotonda di ieri pomeriggio nella Fiera dell’agricoltura dal titolo “Agricoolture. Giovani farmers si raccontano”. Un incontro tra giovani imprenditori agricoli del territorio che hanno trasformato le aziende di famiglia o create delle nuove. Modernità e innovazione che si legano a origini e tradizione. La passione per la propria terra ha spinto questi ragazzi a rendere riconoscibili i prodotti dell'Abruzzo nel mondo e a sviluppare nuovi progetti per far crescere le loro attività. Il progetto di Anna Giulia Cordone, diciannovenne di Pineto, è quello di dare una dimensione internazionale alla sua azienda “Sant’Agnese” (progetti biologici, allevamenti e un agriturismo). «Voglio far conoscere con i miei progetti come una pensione per animali la mia terra insieme ai suoi prodotti al mondo intero», racconta. «È importante come noi giovani invogliamo a fare impresa ad altri giovani».
Leonardo Rocchetti, ventidue anni di Civitella del Tronto, è cresciuto tra le rose dell' azienda della sua famiglia, la Flower’s farm. «Stiamo producendo rose particolari e diversificando la produzione con otto nuove serre», dice Leonardo, «con politiche di marketing che sfruttano canali nuovi dalla vendita al dettaglio al packaging alla creazione di una catena di franchising».
La filiera del luppolo made in Abruzzo è, invece, l’obiettivo di cinque amici che hanno aperto l’azienda Babilhop ad Atri. «Siamo gli unici produttori di luppolo di qualità americana in Abruzzo e di birra artigianale in quasi autoproduzione», spiegano Pasquale e Marco Pagliara e Antonio Ferretti. «Vorremmo arrivare alla produzione del luppolo autoctono abruzzese e all’autoproduzione totale della birra». Alessandra Ventura è proprietaria di un’azienda agrituristica a Sant’Onofrio di Campli dove si fa agricoltura sostenibile e turismo rurale. «Io pago l'affitto e si può partire da zero», racconta. «Sto lavorando per un laboratorio più grande dove confezionare salumi e confetture da vendere ai turisti». L’idea delle “agri-bomboniere” è stato il progetto più originale, ma i fratelli Scorrano di Pianella hanno portato un approccio innovativo nell' azienda di famiglia. «Da produttori di materie prime come olive, grano e pomodori, siamo passati a olio, passata e riscoperta dei grani antichi con vendita di un pezzo di Abruzzo nei canali nazionali e internazionali», racconta Giuseppe Scorrano. E da produttori di uva ai prodotti finiti come vino, spumante, olio d’oliva per vari utilizzi sono passati i cugini D’Alesio di Città Sant’Angelo che hanno fondato la Sciarr stravolgendo l’azienda di famiglia. «Usiamo pochi solfiti e puntiamo al marketing e alla comunicazione », dice Giovanni D’Alesio. «Tutti devono conoscere il valore aggiunto dei prodotti della nostra terra che risentono della nostra tradizione secolare». "Elogi dalla Coldiretti a questi giovani imprenditori. «Meritate l'attenzione da parte di noi addetti del settore e delle istituzioni perchè siete degli esempi per l'intera società», ha commentato Massimiliano Volpone, direttore Coldiretti Teramo.
Adele Di Feliciantonio
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