Vaccini, finora poche dosi nelle farmacie

6 Settembre 2021

Tremila quelle somministrate nel Teramano, 20mila dai medici di base. Federfarma: «Ora siamo pronti per la nuova fase»

TERAMO. Finora la campagna di vaccinazione anti-Covid non ha sfondato nelle farmacie della provincia di Teramo: sono state 3.371 le dosi somministrate, dato che si piazza comunque al secondo posto in regione dietro le circa quattromila delle farmacie aquilane. Ma è lontanissimo dal dato degli ambulatori dei medici di famiglia, dove sono state somministrate circa 20mila dosi di vaccino. I medici di base hanno però cominciato prima e hanno potuto far forza sul rapporto diretto con i propri pazienti.
Il primo bilancio arriva alle porte della nuova fase della campagna di vaccinazione, in cui le farmacie, così come i medici di famiglia, avranno comunque un ruolo fondamentale, visto il ridimensionamento del sistema degli hub della Asl. L’azienda sanitaria ha infatti annunciato la chiusura dei cinque centri vaccinali che hanno prodotto finora grandi numeri – quelli di Teramo, Colonnella, Giulianova, Atri e Montefino – e la nascita di un nuovo hub unico per la provincia, che dovrebbe aprire presso l’ex centro fieristico del mobile di Mosciano stazione.
«Bene il nuovo piano, che segue le indicazioni nazionali del commissario Francesco Paolo Figluolo. Le farmacie sono pronte a fare la loro parte e in questi giorni anche nella nostra provincia se ne stanno aggiungendo altre alla lunga lista di quelle in cui si può ricevere il siero», dice il presidente di Federfarma Teramo Carlo Zuccarini, che spiega: «Abbiamo incontrato alcune criticità nei mesi scorsi, ma ora il sistema di vaccinazione nelle nostre attività funziona ed è rodato. Nelle ultime settimane abbiamo visto un incremento di persone che hanno richiesto il vaccino, grazie all’introduzione del Green pass e all’avvicinarsi della riapertura delle scuole».
Due mesi fa lo stesso Zuccarini aveva parlato pubblicamente delle difficoltà incontrate dalle farmacie, soprattutto in merito ai richiami e alla lunghezza delle procedure per ogni somministrazione. In farmacia, infatti, finora è stato possibile effettuare solo la prima dose, mentre la necessaria procedura di anamnesi complica la parte burocratica. Questo ha avuto un peso proprio mentre la campagna di vaccinazione era nel vivo, prima di rallentare fisiologicamente. Per questo lo stesso Zuccarini aveva proposto un’autocertificazione per snellire le procedure, sottolineando con orgoglio come quella delle farmacie fosse «una grande potenza di fuoco al servizio della campagna di vaccinazione, al momento non ancora a pieno regime».
Come ricorda oggi Zuccarini, la prossima fase sarà condizionata dalla decisione di confermare o meno la somministrazione della terza dose a tutta la popolazione. Se questo avverrà, allora proprio le farmacie otterranno giocoforza un ruolo da protagoniste nella campagna di vaccinazione.
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