Vaccini in ateneo, buona la prima I pazienti promuovono il centro

Nel giorno inaugurale immunizzati 800 over 70. I commenti: «Trovate organizzazione e cortesia» Ma due professionisti teramani rifiutano la dose di Astrazeneca: «Volevamo un altro vaccino»
TERAMO. Ottima organizzazione, cortesia e tanta fiducia. È questa la sintesi che emerge dai giudizi raccolti fra i teramani che ieri hanno raggiunto il nuovo centro allestito all'Università per sottoporsi alla vaccinazione. Il centro collocato all'interno del campus di Coste Sant'Agostino ha aperto i battenti alle nove accogliendo gli over 70. Un avvio coinciso con la visita del ministro della Salute Roberto Speranza, giunto a tagliare il nastro poco dopo mezzogiorno, e la cui presenza non ha fermato né rallentato le attività. Mentre il ministro visitava l'ateneo e incontrava la stampa, nelle aule diventate sale vaccinali medici, infermieri, volontari e forze dell'ordine garantivano il regolare svolgimento delle somministrazioni. Le associazioni di volontariato in prima linea hanno gestito l'accoglienza dei cittadini, fornendo informazioni e assistenza. L'esercito dei camici bianchi ha proceduto a ritmo costante alle vaccinazioni.
LE IMPRESSIONI. «Aspettavo con ansia questo momento. Sono felice soprattutto perché adesso posso ricominciare a frequentare con più serenità i miei nipoti che in questi mesi ho visto poco per paura del Covid. Qui il campus è organizzatissimo, comodo per il parcheggio, e tutti sono molto gentili», dice Antonio, ex insegnante, all'uscita dall'aula dove ha avuto la sua prima dose. Gli anziani sono arrivati alla spicciolata, alcuni da soli, altri con figli o nipoti. «Ho accompagnato mio nonno: per tutti noi è un sollievo sapere che da oggi sarà più protetto. Lui è rimasto letteralmente chiuso a casa per tanto tempo per timore di contagiarsi. Questa giornata è come una liberazione», racconta Francesco. Giovanni Fagioli di anni ne ha più di 80, ma non li dimostra. Ieri ha accompagnato la moglie, di dieci anni più giovane: «Io sono stato vaccinato da diverse settimane, e ho fatto anche il richiamo. Stamattina si vaccina mia moglie e così siamo veramente a posto. Noi abbiamo grande fiducia, io personalmente non ho avuto nessuna conseguenza dal vaccino». Lorenzo Di Francesco esce dall'aula dei vaccini soddisfatto: «Una punturina indolore, non ho sentito nulla. Tutto fatto in pochi minuti. Mia moglie si vaccinerà la prossima settimana: a quel punto saremo tutti più tranquilli».
I CONTESTATORI. Qualche voce fuori dal coro però c’è. L'avvocato Lorenzo Trippetta e la moglie, l'architetto Maria Antonietta Adorante, hanno rifiutato il vaccino. Avevano regolarmente fissato l'appuntamento ma, giunti davanti ai sanitari, alla notizia che sarebbe stato somministrato loro (come a tutti) l'Astrazeneca hanno detto no. «Abbiamo spiegato che abbiamo delle patologie, che il nostro medico di famiglia ci ha consigliato di evitare Astrazeneca, ma qui oggi somministrano solo questo tipo di vaccino. Abbiamo perciò preferito non farlo, riteniamo che debba essere garantita la libertà dei cittadini nello scegliere un vaccino o un altro: quando abbiamo compilato il modulo ci hanno fatto inserire la nostra preferenza e non era Astrazeneca», così i due noti professionisti teramani spiegano all'uscita dall'hub la loro scelta.
I NUMERI. Ieri al campus sono state somministrate 800 dosi. Ritmo che verrà mantenuto anche oggi, domani e poi domenica. Cinque le linee vaccinali attivate, con un punto di ingresso risultato sufficiente a mantenere la regolarità degli accessi senza assembramenti o intoppi. Le attività di somministrazione si svolgono dalle 9 alle 14 e dalle 15 alle 20.
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