Vaccini, la campagna rallenta: ci sono pochissime prenotazioni

27 Agosto 2021

Di Giosia attacca: «C’è uno zoccolo duro di “no vax” che andrà a determinare tutti i futuri contagi» I numeri confermano che quasi tutti i ricoverati in ospedale (14 su 16) non hanno nemmeno una dose

TERAMO. Nonostante la campagna vaccinale contro il Covid condotta dalla Asl di Teramo faccia registrare numeri importanti, resta uno zoccolo duro di cittadini che a oggi non ha nemmeno iniziato il ciclo di vaccinazione. A confermarlo sono i numeri resi noti ieri dalla Asl: a oggi si è vaccinato il 74% della popolazione provinciale, ma nelle ultime settimane il numero di prenotazioni è bassissimo. E tra i non vaccinati c'è anche una parte del personale della Asl di Teramo: si parla di una percentuale tra l'8 e il 10%, persone di cui la Regione ha inviato alla Asl l’elenco, che se non procederanno a vaccinarsi rischiano secondo le ultime disposizioni ministeriali la sospensione dal lavoro.
CONTAGI E RICOVERI. A snocciolare i numeri della pandemia e delle vaccinazioni sono stati ieri il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia e il direttore sanitario Maurizio Brucchi che sono tornati a sottolineare, dati alla mano, l'importanza di vaccinarsi. «Per quanto riguarda la situazione provinciale», ha comunicato Di Giosia, «ieri (mercoledì, ndc) abbiamo effettuato 868 tamponi riscontrando 52 positivi, pari circa al 6 per cento dei tamponi analizzati. La zona maggiormente colpita è quella costiera ma in ogni caso, anche se non parliamo di numeri alti a livello di singole realtà, il contagio interessa a macchia di leopardo tutta la provincia. Un altro dato è che gli attualmente positivi in tutta la Asl di Teramo sono 637, di cui il 66 per cento non è vaccinato». A evidenziare l'importanza del vaccino sono anche e soprattutto i dati relativi ai ricoveri. «A oggi non abbiamo nessuno in terapia intensiva», ha aggiunto Di Giosia, «mentre gli ospedalizzati sono 16 di cui 14 non vaccinati. Il dato certo che emerge è che se sei vaccinato puoi anche prendere il Covid e in alcuni casi ospedalizzarti, ma non vai in terapia intensiva. Per quanto riguarda invece la campagna vaccinale, dai dati che mi arrivano quotidianamente emerge che ormai la gente si prenota pochissimo, nonostante tutte le iniziative messe in campo. Ieri (mercoledì, ndc) abbiamo fatto 454 vaccini, contro anche i 5mila dei mesi scorsi. È evidente che c'è uno zoccolo duro che non vuole vaccinarsi e a mio parere se ne esce solo con il Green pass obbligatorio o addirittura con la vaccinazione obbligatoria».
LE VACCINAZIONI. A tracciare il bilancio delle vaccinazioni il direttore sanitario Brucchi, che ha spiegato come nella fascia 12-17 anni sia stato vaccinato il 74% (16.239 persone) della popolazione di riferimento con la prima dose e il 48% (10.641) anche con la seconda, mentre è stato raggiunto il 100% dei giovani fra 17 e 19 anni. «Nei nostri hub, dove ormai ci si vaccina senza prenotazione», ha osservato Brucchi, « circa il 50% di coloro che affluiscono rientra nella categoria dei giovani, segno che questa fascia di popolazione è sensibile e cosciente dell’importanza della vaccinazione. Per quanto riguarda la popolazione generale, abbiamo raggiunto il 74% del target. Abbiamo 515 prenotazioni e aggiungendo un punto percentuale in media a settimana dovremmo arrivare all'80 per cento entro settembre. Ovviamente è un dato di proiezione che non riusciamo a stimare più di tanto se la gente non si prenota». Parole dure per i non vaccinati sono arrivate da Di Giosia. «Lo zoccolo duro che non si vaccina», ha concluso, «sarà quello che andrà a determinare tutti i futuri contagi. Se si contagia chi è già vaccinato è perchè gli viene trasmesso da chi non è vaccinato, e quindi se non interrompiamo il ciclo è un gatto che si morde la coda».
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