Val Vibrata, annata buona per il vino

26 Ottobre 2020

Quantità e qualità nella vendemmia del Montepulciano. La produzione dell’olio invece è calata di circa il 30 per cento

VAL VIBRATA. La stagione vitivinicola e quella olearia in Val Vibrata, nonostante l’estate siccitosa e le bizze meteorologiche, si prospetta all’insegna di una buona produzione anche se la quantità di olio in alcune zone risulta minore, come la stessa Coldiretti ha segnalato in Abruzzo, stimando un calo della produzione del 30 per cento. In vallata la linea di tendenza sembra essere rispettata per quanto riguarda l’olio; bene invece la vendemmia, sia dei bianchi che del re dei vini abruzzesi, il Montepulciano d’Abruzzo. E parla di annata tutto sommato soddisfacente Fabrizio Biagi, produttore vinicolo vibratiano, che traccia una linea positiva in termini di quantità e qualità dell’uva. «Per quanto riguarda i bianchi, va detto che il timore che potevamo nutrire della muffa presente nei raspi non è stato confermato, la muffa sembra non esserci stata per cui la produzione non ne ha risentito», afferma il produttore colonnellese. «Per i rossi, invece, le nostre vigne sono state generose e possiamo affermare che anche quest’anno la vallata tirerà fuori una Doc di indubbia qualità». Il caldo di agosto e settembre ha dato una buona spinta alla maturazione dell’uva Montepulciano ma anche di altre varietà che da anni ormai occupano ettari di terreno in Val Vibrata come il cabernet e il merlot, ad esempio.
Il problema ora è vendere questo vino. «Quest’anno abbiamo risentito, a causa del lockdown, di un blocco nella vendita del vino in bottiglia», spiega Biagi, «specie su scala locale per via della chiusura dei ristoranti. Ora, con le nuove restrizioni, la ripresa del mercato che ci auguravamo fin dal prossimo San Martino, dove si consuma il vino novello, diventa un’incognita. Un mio pensiero di vicinanza e solidarietà va ai ristoratori, che dovranno sopportare il peso maggiore delle nuove misure». Biagi esclude che possano registrarsi impennate nei prezzi, considerando la quantità rispettata della produzione, ma tutto dipenderà anche dall’evoluzione della pandemia.
Colonnella, Corropoli, Torano Nuovo, Controguerra e Ancarano continuano a confermarsi territori di eccellenza del Montepulciano. In questi territori insistono numerose aziende vitivinicole storiche e ne sono nate di nuove, dove tanti giovani sperimentano l’imprenditoria agricola. Il 2020 si avvia a conclusione e, al pari del 2019, il medagliere delle aziende agricole vibratiane che hanno visto aumentare anche l’export si è arricchito di nuovi riconoscimenti e titoli confermando il “Controguerra Doc” e il “Colline teramane Docg” un’assoluta eccellenza del panorama vinicolo nazionale. Tornando all’olio, alcune coltivazioni sono state colpite dalla mosca bianca (la resa bassa è dipesa anche dai trattamenti) mentre la produzione bio (così come nel vino) continua fortunatamente ad aumentare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA