Varianti urbanistiche Ricorso di Casa civica

26 Aprile 2018

ROSETO . Un ricorso alla Regione e alla Provincia per l’annullamento di due delibere in materia urbanistica approvate dall’amministrazione Di Girolamo. È l’azione dei consiglieri Mario Nugnes e...

ROSETO . Un ricorso alla Regione e alla Provincia per l’annullamento di due delibere in materia urbanistica approvate dall’amministrazione Di Girolamo.
È l’azione dei consiglieri Mario Nugnes e Angelo Marcone di Casa Civica, che chiedono l’annullamento delle delibere del consiglio comunale riguardanti i criteri per le modifiche di destinazione d’uso degli immobili, varate nei mesi scorsi dalla giunta guidata da Sabatino Di Girolamo. «Le eccezioni e i dubbi sulla legittimità da me sollevati in consiglio non hanno trovato ascolto da parte del sindaco e della sua maggioranza, e ciò ci ha costretto a presentare il ricorso», dichiara Nugnes, «le delibere approvate, infatti, recepiscono in maniera errata una legge regionale che prevede che tutti i cambi di destinazione d’uso vengano approvati dal consiglio comunale mentre la giunta ha deliberato l’esatto contrario». Le delibere in oggetto sono la numero 40 del 14 giugno 2017 e la numero 98 del 22 novembre 2017 dove, oltre ad aree destinate a viabilità e parcheggi, secondo Marcone, si sarebbero dovute prevedere aree destinate a verde attrezzato e servizi.
«Non si possono stravolgere i piani regolatori vigenti», precisa Marcone, «alterando l’assetto urbanistico del territorio, senza un adeguato studio da effettuare con una variante urbanistica. L’amministrazione comunale, invece di attuare tali previsioni di piano con l’effettiva realizzazione di viabilità, parcheggi, verde attrezzato e servizi, consente il mutamento di destinazione a residenziale aumentandolo dal 50 al 100 per cento, con ulteriore aggravio della vivibilità».
Secondo Nugnes viene data la possibilità di trasformare tutto in residenziale senza una specifica variante del piano regolatore e senza una valutazione dell’incidenza dei carichi urbanistici. «Tutto ciò», conclude Nugnes, «può rendere illegittimi i provvedimenti che saranno adottati». (l.v.)
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