Vende canapa light, chiesta l’archiviazione

28 Febbraio 2019

Dagli accertamenti è emerso che la sostanza aveva un principio attivo sotto la soglia consentita

ROSETO. La canapa industriale (o light) non è una sostanza stupefacente e, dunque, può essere venduta. È la motivazione alla base della richiesta di archiviazione, effettuata dal pubblico ministero Davide Rosati, del procedimento penale a carico di Roberto Salmini, titolare insieme alla moglie della tabaccheria “Planet Smoke” a Roseto dove, nel mese di marzo 2018, la guardia di finanza sequestrò 20 bustine di canapa light per un totale di circa 4 chili. «Dagli accertamenti tossicologici effettuati dai periti in sede di incidente probatorio», si legge nella richiesta di archiviazione, «è risultato che l’intero materiale sequestrato presenta un principio attivo di thc al di sotto della soglia (pari allo 0,5%) che caratterizza un effetto stupefacente per il consumatore e, conseguentemente, la detenzione di tale sostanza risulta priva di connotazione penale».
Adesso Salmini aspetta la restituzione della merce sequestrata. «Già lo scorso anno», commenta Salmini dopo aver saputo della richiesta di archiviazione, «affermavo che ciò che vendevo non era sostanza stupefacente perché aveva valori di thc al di sotto dei limiti di legge. Tra l’altro noi vendiamo la canapa industriale come fiore, come può essere quello della rosa o del tulipano, perché non è né un prodotto alimentare né farmaceutico. L’iter è stato un po’ lungo ma alla fine quello che conta è il risultato». Salmini sottolinea in particolare come quello che non era chiaro a marzo, ovvero i limiti per la coltivazione di canapa industriale, sia stato oggetto di un’apposita circolare. «A maggio scorso una circolare del ministero dell’agricoltura», precisa Salmini, «ha chiarito che, se sono fiori derivanti da piante con un livello di thc sotto lo 0.2 per cento, possono essere coltivate, ed è consentito uno sforamento fino a un massimo di 0.6 per cento». (l.v.)
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