Vendita di beni comunali in vista Si comincerà da Villa Clemente

Oggi la riunione di maggioranza discuterà di un piano di alienazione per finanziare le manutenzioni Anche l’ex mattatoio potrebbe finire sul mercato oltre al cosiddetto terreno delle baracche
ROSETO. Vendere alcuni beni comunali, ad esempio Villa Clemente e l’ex mattatoio, per poi investire i proventi su manutenzione del territorio e altre urgenze. E’ questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale di Roseto, che oggi nella riunione di maggioranza, tra i vari argomenti, parlerà del bilancio e, di conseguenza, anche del piano alienazioni per il 2019.
Alcuni consiglieri comunali sono dell’idea di vendere alcune proprietà del Comune, in particolare Villa Clemente: la struttura, infatti, con il passare degli anni sta cadendo a pezzi e, soprattutto nella stagione estiva, diventa rifugio per i senzatetto, e nel giardino circostante il degrado è evidente, con diverse proteste dei cittadini, che abitano nelle zone limitrofe alla villa, per la presenza di topi e serpenti. In realtà ci poteva essere una soluzione, non certo nell’immediato, ma comunque concreta, ovvero il suo recupero come spazio culturale con la costruzione, al suo interno, di un teatro, che a Roseto, dopo la chiusura definitiva del cinema Odeon, manca.
La società Invimit, portata a Roseto in un convegno il 31 marzo del 2017 da Giulio Sottanelli, era interessata al recupero di Villa Clemente, proponendo però una soluzione diversa, ovvero un centro anziani, ipotesi che al sindaco Di Girolamo, e alla sua maggioranza, non è piaciuta. Ma quella di Invimit non era l’unica proposta, perché un anno fa due giovani architetti, Massimiliano Censi di Grottammare e Simone Patruno di Roseto, avanzarono un’ipotesi coinvolgendo tutti i cittadini rosetani, basando il recupero dell’edificio attraverso la legge “Art bonus”, una legge permette a tutti i cittadini di diventare mecenati. Sulla propria e dichiarazione dei redditi (ovvero le tasse che si pagano ogni anno) quanto investito nel recupero di un’opera storico-culturale di proprietà del Comune o comunque di enti pubblici e enti concessionari, può essere oggetto di detrazione fiscale, fino al 65%, spalmata in tre anni.
Anche questa proposta però è stata accantonata dall’amministrazione comunale. «La soluzione più probabile dunque è la vendita di Villa Clemente», dice il sindaco Sabatino Di Girolamo, «lo valuteremo oggi insieme agli assessori e ai consiglieri di maggioranza». Ci sono però molti altri beni da vendere, e un’altra ipotesi riguarda l’ex mattatoio, che ora viene usato come deposito per gli scuolabus. Inoltre c’è ancora da risolvere la questione terreno delle “baracche”, sul lungomare sud, con la stima dell’agenzia delle entrate, per la vendita (finora andata a vuoto) a corpo o a lotti, che dovrebbe arrivare entro fine novembre.
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