Verì e la sanità teramana: «La pandemia? Una guerra Di Giosia è da confermare»

L’assessore regionale parla del manager in scadenza e della rete ospedaliera «All’inizio della prossima settimana, tornerà il piano approvato dal ministero»
TERAMO. C’è la svolta per la nuova rete ospedaliera abruzzese. Ad annunciarla è l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì nella sala conferenze del Mazzini dove, davanti a una platea stracolma di dirigenti e personale della Asl il manager Maurizio Di Giosia traccia il bilancio del suo mandato in scadenza. Il direttore generale, con l’ausilio di video, snocciola i dati di un percorso «fortemente condizionato dal Covid: è stata una guerra nella quale nessuno di noi si è risparmiato». I risultati, però, vanno oltre la gestione della pandemia e si proiettano verso scenari di ulteriore potenziamento dei servizi. L’assessore alla sanità non ha dubbi: «Se dipendesse solo da me», scandisce, «Di Giosia sarebbe confermato».
IL piano per gli ospedali
Assente per un impedimento personale il governatore Marco Marsilio è Verì a sottolineare il «grande lavoro» della sanità teramana, il sostegno assicurato dalla Regione a una Asl «che prima del nostro insediamento era la Cenerentola d’Abruzzo» e le prospettive di crescita grazie al riassetto della rete ospedaliera. «Tra lunedì e martedì il ministero darà il via libera», annuncia l’assessore, «l’ho sollecitato nei giorni scorsi e mi hanno assicurato che arriverà all’inizio della settimana». Il varo della nuova rete garantirà «investimenti e innovazione» e per l’assessore regionale al sociale Pietro Quaresimale, anche lui presente nella sala della Asl, completa «un lavoro sinergico che garantirà risorse nel Teramano e in tutto l’Abruzzo». Il piano definisce l’assetto e le funzioni dei 16 ospedali sul territorio regionale.
IL NUOVO MAZZINI
Il futuro per Di Giosia è strettamente legato anche al nuovo presidio ospedaliero. «È imprescindibile realizzare una struttura, che risponda a un modello sanitario all’avanguardia, con la potenzialità di un Dea di secondo livello», osserva, «se vogliamo essere competitivi con le altre Asl, serve un nuovo ospedale. Diteci dove farlo, ma deve essere nuovo». Per il manager è il momento di stringere i tempi. «La sanità è il futuro del nostro territorio», sottolinea Di Giosia che cita anche i 41 milioni di euro destinati dalla Regione a interventi strutturali tramite il Pnrr, «i fondi ci sono, grazie anche all’impegno assunto dal presidente Marsilio. È ora di sedersi attorno a un tavolo, per far sì che Teramo abbia nella sanità la dignità che le spetta».
I risultati più significativi
Il condizionamento imposto dalla pandemia si traduce i numeri che esprimono solo in parte la mole di impegno profuso dal personale della Asl. Sono state 714.176 le dosi vaccinali somministrate a 303.900 utenti, con 674.912 tamponi, 144.167 pazienti positivi, 4.992 ricoverati e 3.615 dimessi. Al di là dell’emergenza Covid-19 l’attività ha fatto registrare lo smaltimento delle liste di attesa, stando ai dati della dirigenza, con 13.558 esami e visite recuperati l’anno scorso, 1.503 operazioni chirurgiche extra orario per patologie a più alta mobilità passiva, 380 interventi di cardiochirurgia e 247mila prestazioni ambulatoriali. Intensi anche gli screening sul territorio con il 26% in più dei controlli per il colon, il 42% di aumento per mammografie. Sul fronte del personale nel 2022 sono stati assunti 180 operatori in via definitiva e 89 a tempo determinato. Per questi risultati Di Giosia ringrazia i dipendenti, rivolgendo loro elogi e apprezzamenti. Non tutti, però, si uniscono agli applausi. Un infermiere in platea contesta il manager. «Noi non siamo stati trattati affatto bene», dice riferendosi al personale non vaccinato. Intervengono gli addetti alla sicurezza e il contestatore resta al suo posto senza ulteriori problemi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

