Verso l’accordo tra tre società per l’uso del campo Acquaviva

29 Ottobre 2017

I presidenti di Teramo, San Nicolò e Virtus a cena con il sindaco Brucchi condividono l’obiettivo di non farsi la guerra. Così la società di Campitelli non avrà le “cugine” concorrenti nel bando

TERAMO. Tre presidenti di calcio e un sindaco intorno a un tavolo. È accaduto venerdì sera in un ristorante teramano. Non è dato sapere chi abbia pagato la cena, è invece certo che l’obiettivo della conviviale fosse trovare un accordo sull’utilizzo e la gestione dell’impiantistica sportiva in città. E, a quanto pare, la volontà di trovarlo – e quindi di evitare una guerra fratricida che farebbe danni a tutti – c’è .
A tavola c’erano Luciano Campitelli, patron del Teramo (con il direttore generale Emilio Capaldi); Salvatore Di Giovanni, numero uno del San Nicolò; Filippo D’Antonio, presidente della Virtus Teramo. E con loro il primo cittadino Maurizio Brucchi. Sia le due società maggiori della città, Teramo e San Nicolò, sia quella che per ambizioni e budget può considerarsi la terza (anche se gioca nella stessa categoria di Pontevomano e Piano della Lente), la Virtus, hanno problemi di impianti. E tutte e tre vedono nel campo dell’Acquaviva, recentemente dotato di un manto sintetico di ultima generazione, ma reso appetibile soprattutto dalla posizione centrale e (grazie allo svincolo della Gammarana) dalla viabilità, una possibile soluzione a questi problemi. Ebbene: la cena è servita a condividere un discorso comune sulla futura gestione dell’Acquaviva, a prescindere da chi se la aggiudicherà.
La società satellite del Teramo che si occupa del settore giovanile, Biancorossi, ha già presentato un project financing che prevede, a carico del privato, l’installazione di una tribuna e il rifacimento degli spogliatoi. Con questi e altri interventi, a quanto pare, l’Acquaviva potrebbe ospitare partite fino alla serie D (di qui l’interessamento del San Nicolò). Se davvero tra i tre presidenti si troverà la quadra per condividere l’utilizzo dell’impianto, il primo benefico effetto sarà evitare la concorrenza di San Nicolò e Virtus al progetto del Teramo. Il che, ovviamente, non significa che il Teramo si aggiudicherà il bando del Comune, ma che almeno non avrà competitori “casalinghi”.
Il sindaco Brucchi, pur non volendo rivelare nulla su quanto si è detto nella cena, dichiara al Centro: «Finalmente quello che predico da anni, cioè la comunione d’intenti tra soggetti che svolgono la stessa attività, si è avverato. Il Comune ha difficoltà oggettive, non possiamo più gestire gli impianti, non ci sono risorse. Per questo ci vuole un punto di contatto tra i portatori d’interesse e lo stesso dovrebbe accadere anche in altri ambiti, vedi quello della politica culturale».
Sul bando per la gestione del campo Acquaviva Brucchi chiarisce che non prevede più la gestione anche del PalaBinchi. «Questo impianto», dice, «lo terrà il Comune, mettendolo a posto, perché lì accanto sorgeranno i moduli scolastici provvisori e alla nuova scuola servirà una palestra».(d.v.)
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