Vertenza Atr, sindacati divisi sul nuovo annuncio di Di Murro

COLONNELLA. Caso Atr: la Uil incontra la proprietà, Cgil e Cisl chiedono il rispetto degli impegni disattesi. Nella difficile vertenza dell’azienda di Colonnella con i lavoratori da 5 mesi senza...
COLONNELLA. Caso Atr: la Uil incontra la proprietà, Cgil e Cisl chiedono il rispetto degli impegni disattesi. Nella difficile vertenza dell’azienda di Colonnella con i lavoratori da 5 mesi senza stipendio, Michele Paliani, coordinatore Uilm L’Aquila-Avezzano-Teramo, al termine di un incontro avvenuto ieri nella sede dello stabilimento alla presenza dell’amministratore delegato Antonio Di Murro, ha diffuso una nota in cui si legge: «L’azienda ha annunciato la necessità di riavviare gradualmente l’attività ma abbiamo comunicato ad Atr che, sebbene le lavoratrici e i lavoratori siano disponibili e ben contenti di riprendere il lavoro, ci deve essere prioritariamente il pagamento di tutte le mensilità e spettanze non ancora percepite. Per questo motivo è stato sottoscritto un verbale di incontro dove l’amministratore delegato Di Murro si è impegnato a saldare tutto entro il 15 di settembre». Di diverso avviso Fiom Cgil e Fim Cisl che in una nota ricordano i precedenti impegni disattesi sul pagamento degli stipendi: «Inutile esprimere giudizi sulla credibilità delle firme apposte sotto questi impegni. Ma, visto che c’è chi crede vi possa essere un ravvedimento nelle intenzioni e nei fatti, aspetteremo il 16 settembre in attesa che arrivino i frutti sperati.Nel frattempo, però, se non avverrà preventivamente il pagamento integrale delle spettanze arretrate per tutte le maestranze (non dimenticando anche chi è visto costretto a rassegnare le proprie dimissioni senza vedersi riconosciuto ancora un euro di retribuzioni e competenze di fine rapporto), nessuno pensi si possa riprendere alcun tipo di attività. Tantomeno qualcuno si illuda che sarà consentito il pagamento di una parte di lavoratori, magari quella necessaria per la (presunta) ripresa dell’attività, lasciando ancora senza soldi chi rimarrà fuori».
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