Vertice in Regione Fissati due incontri per salvare l’Atr

23 Maggio 2020

COLONNELLA. Due vertici in Regione per cercare di risolvere la spinosa situazione dell’Atr di Colonnella. E’ questo il risultato dell’incontro di ieri all’Aquila, nella sede del consiglio regionale,...

COLONNELLA. Due vertici in Regione per cercare di risolvere la spinosa situazione dell’Atr di Colonnella. E’ questo il risultato dell’incontro di ieri all’Aquila, nella sede del consiglio regionale, alla presenza dei segretari provinciali di Fim Cisl, Marco Boccanera, Fiom Cgil, Mirco D’Ignazio e Uilm Uil, Angelo Gallotti, e della Rsu.
I rappresentanti sindacali hanno illustrato al governatore Marco Marsilio, agli assessori Febbo e Fioretti, ai consiglieri Cipolletti, Di Matteo e Pepe e al sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli le preoccupazioni per il presente dei 150 lavoratori, che vantano ancora cinque stipendi arretrati, e per il futuro produttivo ed occupazionale dello storico sito industriale vibratiano.
Fioretti si è impegnato «già la prossima settimana a convocare il presidente della Atr Antonio Di Murro per la prosecuzione della cassa integrazione, in scadenza il 6 giugno», spiega Boccanera, «noi nutriamo forti perplessità sul fatto che Di Murro riesca a tenere fede a quello che dice». Marsilio ha poi garantito il suo impegno per una convocazione ed un confronto con tutti gli attori, tra cui i curatori fallimentari, che possano consentire di definire quali potranno essere gli scenari futuri dell’Atr e quali azioni mettere in campo per sostenerne il rilancio. «I curatori fallimentari devono vigilare», commenta Andrea Ciabattoni della Rsu, «sull'evolversi della situazione, prima con Proietti e poi con Di Murro: l'azienda si è spenta giorno dopo giorno. Il risultato è che sta morendo un'azienda viva».
Fim, Fiom e Uilm hanno sottolineato la necessità che l’attuale proprietario paghi gli stipendi arretrati. La delegazione sindacale, poi, pur apprezzando la volontà di definire la prosecuzione della cassa integrazione, ha però ribadito che nessuno potrà sfuggire di fronte alla responsabilità politica di tutelare le risorse economiche e professionali che l’azienda, e con essa la provincia di Teramo, possiede. «Purtroppo registriamo che nemmeno la massima espressione della politica regionale ha gli strumenti per far pagare gli stipendi: manca lo strumento legislativo per far pagare un imprenditore. Il presidente ha solidarizzato con gli operai, ma manca qualcosa nell'ingranaggio se non ha strumenti per intervenire», fa notare D’Ignazio. I sindacati, intanto, progettano nuove iniziative di protesta.
Soddisfatto dell’incontro il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, da cui è partita l’iniziativa: «Da parte mia ho garantito ai lavoratori ed ai rappresentanti sindacali che continuerò a monitorare questa vicenda», conclude l’ex assessore regionale. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.