Via al bando per il recupero dell’ex ospedale psichiatrico

2 Giugno 2018

Lo storico edificio di Porta Melatina diventerà la sede universitaria del Dams

PESCARA. Saranno necessari tre anni per il recupero dell'ex manicomio Sant'Antonio abate di Teramo, progetto finanziato dalla Regione con 30 milioni di euro nell'ambito del Masterplan. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto ieri, con l'invio telematico, in tempo reale dalla sede pescarese della Regione Abruzzo, del bando di gara in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale e sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il click alla trasmissione è stato dato dal presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, su invito del rettore dell'università di Teramo, Luciano D'Amico.
L'ex manicomio si estende su una superficie di 11mila metri quadrati e si trova nel cuore del centro storico. Fu inaugurato nel 1881 all'interno dell'ospizio di Sant'Antonio Abate, attivo sin dal 1323, e fu chiuso definitivamente nel 1998, dopo due decenni dall'entrata in vigore della legge Basaglia. Da allora la struttura versa in una condizione di profondo degrado. Il progetto di recupero dell'edificio, è stato sottolineato in conferenza stampa, assume una valenza strategica nella riqualificazione e nel rilancio complessivo del centro storico della città. Al termine degli interventi l'immobile diventerà sede di una serie di strutture e spazi culturali dell'ateneo. L'università è stata infatti individuata come soggetto attuatore. Proprietaria dell'immobile è la Asl, che lo ha concesso in uso all'ateneo sulla base di una convenzione.
L'ex manicomio sorge in una posizione strategica di accesso all'antica cinta muraria, che connette direttamente all'asse dell'attuale corso Cerulli e al sistema delle maggiori piazze del centro storico. Nell'intervento è prevista anche la riapertura di alcune vie, chiuse all'epoca proprio per le esigenze di sicurezza dell'ospedale psichiatrico, e la restituzione alla pubblica fruizione di due piazze di pregio. Il procedimento per la riqualificazione della struttura prese il via nel settembre 2015 con il primo incontro preliminare a Palazzo Chigi, cui sono seguiti i successivi atti adottati da Regione, Università e Asl di Teramo, propedeutici all'appalto formalizzato oggi. A fine mese Palazzo Chigi verificherà se è partita la procedura di gara. «Trenta milioni di euro per questo bene che è atteso da decenni», dice il governatore, «a favore di Teramo e per l'intero Abruzzo. Si tratta di un'opera di archeologia sociale, un'opera che ha fatto in modo che nell'800 da quelle mura, da quegli spazi, partisse l'attività di una delle più importanti industrie sociali non solo abruzzesi». «Undicimila metri quadri a favore di una nuova capacità di protagonismo di Teramo», aggiunge D'Alfonso, «non solo rispetto all'Abruzzo, ma rispetto a tutta la nuova nascente Macroregione Adriatico Ionica. Uno spazio che di sicuro conferirà leadership a Teramo».
Poi, dal presidente di Regione, ringraziamenti a D'Amico, con l'augurio che «il cambio del vertice del rettorato non faccia conoscere nessuna posa, nessuna ferma». Dal canto suo, D'Amico sottolinea che «con questo atto non avviamo solo il recupero funzionale di un complesso importantissimo, ma avviamo il risanamento e il rilancio del centro storico, per le funzioni che verranno svolte nel manicomio, per come verrà urbanisticamente restituito, per le attività che potranno essere sviluppate a Teramo e quindi a vantaggio di tutta la regione. Metteremo a disposizione della città tutte quelle strutture comuni che hanno una funzione prevalentemente didattica, ma che possono poi avere anche una seconda vita: penso all'auditorium, all'aula magna e al teatro di ateneo, alle piazze che verranno restituite alla città, abbattendo i muri di recinzione. Si ricuce il tessuto urbano del centro storico di una delle città più importanti della nostra regione. Questa ricucitura è un'operazione anche di restituzione o consolidamento di un'identità della città e del territorio, perché attraverso la rifunzionalizzazione realizzeremo una struttura in cui sarà possibile leggere la storia dell'Abruzzo oltre che di Teramo».
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