Via con laTari, il bollettino arriva a casa

Per calcolare la Tasi, invece, i contribuenti dovranno rivolgersi ai centri di assistenza fiscale o ai commercialisti
TERAMO. La scadenza più vicina è per la Tari. Il pagamento della seconda rata della tassa sui rifiuti aprirà il lungo autunno dei prelievi fiscali. Tra metà settembre e metà dicembre, infatti, i contribuenti teramani dovranno saldare i conti delle imposte locali rimodulate dal consiglio con l'approvazione del regolamento della Iuc. Nel giro di tre mesi, dunque, il Comune incasserà gli importi per la Tari, per l'Imu riguardante gli immobili diversi dall'abitazione principale e per la Tasi, la tassa sui servizi indivisibili che ha fatto il suo esordio proprio quest'anno.
DOPPIA SCADENZA TARI. Il primo appuntamento è, quindi, con la tassa sui rifiuti. Entro il 5 ottobre bisognerà la pagare la rata del 35% sull'importo totale. La somma versata si aggiugerà a quella, di pari entità, sborsata dai cittadini a metà giugno. Il pagamento della Tari verrà completato il 30 novembre, data prevista dall'amministrazione come termine per il saldo con il versamento della parte restante dell'imposta che corrisponde al 30% del totale.
Per questa tassa non ci sono adempimenti specifici a carico di cittadini e imprese. L'importo da versare, infatti, è calcolato direttamente dal Comune in base alle superfici tassabili e a coefficienti differenziati a seconda delle diverse categorie di contribuenti che riceveranno a domicilio il bollettino con la somma dovuta. Con il 2014, comunque, andrà in archivio la rateizzazione adottata finora dall'amministrazione. A partire dall'anno prossimo la Tari si pagherà in quattro rate, ognuna corrispondente al 25% del totale che scadranno il 28 febbraio, il 30 aprile, il 30 giugno e in autunno, con data ancora da definire.
ARRIVA LA TASI. È fissato al 16 ottobre, invece, il termine di pagamento dell'acconto del 50% sulla Tasi che, in base alla legge istitutiva dell'imposta doveva essere versato entro metà giugno ma sul quale è intervenuto il rinvio deciso dal governo. La tassa sui servizi indivisibili rimpiazza di fatto l'Imu sull'abitazione principale alla cui rendita catastale va applicata l'aliquota del 3,3 per mille.
All'importo così calcolato va sottratta la detrazione prevista per i redditi Isee più bassi, con esenzione totale per quelli fino a 7.500 euro annui. L'incrocio tra i due dati, la rendita catastale dell'immobile e la situazione reddituale della famiglia, rende più complessa rispetto all'Imu la definizione della somma da pagare al Comune.
QUANTO COSTA LA TASI? I contribuenti, in particolare quelli che ritengono di aver diritto a sconti ed esenzioni per i redditi Isee più bassi, dovranno rivolgersi a Caf e commercialisti già allertati dall'amministrazione cittadina per il calcolo esatto della quota.
L'ente predisporrà sul proprio sito internet istituzionale un programma di calcolo dell'imposta base, simile a quello già in funzione per l'Imu. Il reddito Isee, però, non può essere autocertificato ma necessita di un'autenticazione rilasciata, oltre che da Caf e commercialisti, anche dall'ufficio servizi sociali del Comune. In ogni caso, il saldo della Tasi andrà pagato entro il 16 dicembre.
QUEL CHE RESTA DELL'IMU. La stessa scadenza è prevista per la parte restante dell'imposta sugli immobili. A metà giugno è stato versato l'acconto per le proprietà diverse dall'abitazione principale sottoposte a tassazione. La somma dovuta si può calcolare tramite il programma attivo sul sito internet del Comune inserendo la rendita castale dell'immobile. L'unica accortezza riguarda i proprietari che versano l'aliquota massima del 10,6 per mille in quanto non accedono a nessuna delle detrazioni in vigore. A loro, infatti, non è richiesto il pagamento della Tasi perché la legge stabilisce che il cumulo della nuova tassa con l'Imu non può superare la quota che già pagano all'ente.
Gennaro Della Monica
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