Via Longo, c’è un’altra soluzione: fondi europei per le case popolari

30 Ottobre 2023

Il Comune inserisce l’intervento di riqualificazione tra i progetti da finanziare con le risorse 2021-2027 Resta aperta anche la strada del piano nazionale per alloggi pubblici. D’Alberto: «È la fase decisiva»

TERAMO . Si apre un nuovo canale di finanziamento per il recupero delle case popolari di via Longo. Il progetto da 15 milioni per abbattere e ricostruire le sei palazzine comunali alle porte del centro storico è stato inserito dall’amministrazione cittadina tra quelli da realizzare tramite i fondi della nuova programmazione europea per il periodo 2021-2027. Questa ulteriore opportunità si affianca a quella, già da tempo portata avanti dal Comune, che mira alle risorse da stanziare tramite il Pinqua, il piano nazionale per la qualità dell’abitare. Il progetto di via Longo, pur essendo classificato tra i primi in Italia, non è stato finanziato a causa dell’esaurimento delle risorse disponibili. La rimodulazione in corso del Pnrr garantirà ulteriori stanziamenti per far scorrere la graduatoria e sbloccare i contributi per l’intervento teramano. Su entrambi i possibili percorsi di finanziamento il sindaco Gianguido D’Alberto ha ricevuto rassicurazioni nel corso dell’assemblea nazionale dell’Anci, associazione dei Comuni italiani, che si è tenuta a Genova. «Sia per la rimodulazione del Pnrr che per la nuova programmazione europea siamo alle fasi decisive», spiega il primo cittadino, «tenendo conto che il Governo, nel mio e in altri interventi, è stato sollecitato a considerare l’emergenza abitativa una priorità cui corrispondere una maggiore quantità di risorse disponibili». Il progetto, a parte l’apprezzamento incassato con la partecipazione al Pinqua, può contare su un ulteriore vantaggio.
«Si tratta di un intervento che, per quanto ancora a livello di studio di fattibilità, ha già una definizione dettagliata grazie alla quale sarà possibile abbreviare i tempi dei passaggi successivi». Una volta ottenuto il finanziamento, che sarà integrato con fondi del Comune, la procedura potrà dunque accelerare. «Avremo la certezza delle risorse», fa rilevare il sindaco, «e una tempistica non lunga per far partire concretamente il recupero». L’intervento ridefinirà lo spazio, occupato da sei palazzine popolari, di cui due già sgomberate negli anni scorsi, tra via Po e il parco fluviale del Vezzola. Gli alloggi disponibili passeranno dagli attuali 96 a 98 e serviranno a fronteggiare la carenza di abitazioni da assegnare a famiglie e singoli in difficoltà. L’aspetto sociale si coniugherà con quello urbanistico perché verrà riqualificata un’area alle porte della città, lungo la principale direttrice in entrata e in uscita dal centro, sviluppando anche un concetto di integrazione che mira ad abbattere le barriere create dai quartieri-ghetto. «Sarà una straordinaria operazione di rigenerazione da più punti di vista», ribadisce D’Alberto, «che rimedierà anche a scelte sbagliate fatte nel passato, quando è stato avviato lo sgombero delle prime due palazzine senza un piano di trasferimento degli inquilini e in assenza di finanziamenti certi per il progetto di housing sociale che, tra l’altro, avrebbe lasciato solo 16 alloggi popolari».
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