Via Longo, c’è una soluzione alternativa

23 Marzo 2018

Il sottosegretario Mazzocca l’ha presentata in Comune a Pizzi: nessun abbattimento, ma rigenerazione urbanistica

TERAMO. Nel futuro delle palazzine popolari di via Longo non c’è più il progetto del housing sociale. Per il complesso di edilizia residenziale pubblica, che il Comune avrebbe voluto abbattere lasciando spazio a nuovi edifici a destinazione mista, non solo riservata ad alloggi per famiglie in difficoltà, si apre una prospettiva diversa. È quella che ieri mattina il sottosegretario alla presidenza della Regione Mario Mazzocca, coinvolto nella vicenda da assegnatari, sindacato degli inquilini Asia e dall’ex consigliera comunale Paola Cardelli contrari al progetto di demolizione e ricostruzione, ha illustrato in municipio al commissario Luigi Pizzi.
«Si può avviare una procedura alternativa di rigenerazione urbanistica degli edifici», ha spiegato, «che ne mantenga la destinazione a edilizia residenziale pubblica e soprattutto sia partecipata dalla cittadinanza». Nell’operazione sarà coinvolta la facoltà di architettura dell’università “D’Annunzio” per l’elaborazione di uno studio di fattibilità che verrà consegnato al Comune nel giro di un paio di mesi. L’ente a quel punto avrà una base di partenza per pianificare, quando s’insedierà la nuova amministrazione, un intervento che mandi definitivamente in archivio il contestatissimo piano di housing sociale. Il percorso affidato dalla precedente amministrazione alla società “Investire Immobiliare” negli ultimi tempi non ha fatto passi in avanti, come ha tenuto a precisare Pizzi nel corso dell’incontro con Mazzocca. Entro la fine della prossima settimana il Comune, stando ai tempi fissati dalla passata amministrazione, dovrebbe pubblicare il bando per avviare la fase progettuale. In assenza di riscontri da parte della società che gestisce l’intervento, però, il termine è destinato a spirare senza alcun adempimento concreto. Di sicuro, considerata anche l’emergenza abitativa accentuata dai danni provocati dal terremoto alle case popolari, come rilevato da Mazzocca anche ieri, saranno sospesi sgombero e abbattimento delle palazzine di via Longo ancora occupate dagli assegnatari degli alloggi. Si tratta di 36 famiglie che, superata la grande paura del trasloco forzato, potranno restare nei quattro dei sei edifici non ancora svuotati. Da parte sua il commissario ha preso atto della proposta illustrata dal sottosegretario della giunta regionale, assicurando le autorizzazioni necessarie alla elaborazione dello studio di fattibilità ma rimettendo alla prossima amministrazione la decisione sull’intervento da realizzare nel quartiere popolare alle porte del centro. «È stato avviato un percorso opposto rispetto a quello seguito finora dal progetto di housing sociale», spiega Paola Cardelli, «che nel breve periodo potrebbe anche sfociare nell’utilizzo di fondi destinati alla ricostruzione post sisma per rendere utilizzabili gli appartamenti sgomberati e ancora in buone condizioni». Il nuovo destino delle palazzine popolari di via Longo, comunque, sarà esaminato e condiviso dai cittadini in un’assemblea con Mazzocca programmata per aprile.
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