Via Vespucci, c’è l’ok al palazzo di cinque piani

La valorizzazione dell’area fa parte dell’accordo tra Comune ed eredi Franchi sul pagamento del debito di oltre quattro milioni per l’esproprio del parco
GIULIANOVA. La giunta ha dato il via al progetto urbanistico in via Vespucci, la parallela di viale Orsini all’altezza della chiesa di San Pietro Apostolo, di proprietà degli eredi Franchi. Il piano prevede l’edificazione di un palazzo di cinque piani nello spiazzo di terreno brecciato all’angolo tra via Marconi e via Vespucci.
Grazie alle modifiche al piano regolatore, approvate dal consiglio comunale l’anno scorso, si è data la possibilità di aumentare l’altezza delle costruzioni da 10,50 metri fino a 16,60 metri. In pratica, il nuovo palazzo sarà di 5 piani e sarà diviso in appartamenti e negozi al piano terra. Il nuovo fabbricato, inoltre, per salvaguardare la vista della vela di copertura della chiesa di San Pietro apostolo, dovrà subire un arretramento e porsi in allineamento con il muro del palazzo esistente sulla traversa Torricelli, limitando su quel lato anche eventuali logge, balconi e bow-window. Prima dell’approvazione definitiva, la giunta ha dovuto fare i conti con le osservazioni della Provincia, la quale aveva fatto notare che non c’erano abbastanza essenze arboree nella parte verde. Il complesso, infatti, prevede, oltre alla realizzazione di 30 parcheggi a uso pubblico, anche la realizzazione di una pavimentazione esterna permeabile e la piantumazione di essenze arboree. In questo modo, quella porzione di terra, attualmente piena di breccia e utilizzata come parcheggio (e che si allaga quando piove), verrebbe riqualificata, rivalutando anche la zona circostante.
L’amministrazione comunale aveva proposto agli eredi Franchi, prima di arrivare a un accordo definitivo per il pagamento dell’esproprio del parco – argomento che ha tenuto banco per molti mesi nel dibattito politico – un pagamento rateale del debito di 4milioni e 200mila euro, più, appunto, la valorizzare alcuni dei terreni di loro proprietà, cioè quelli dove ora andranno a costruire, in modo da ridurre il debito. Nel piano regolatore, addirittura, era già stato inserito il progetto della costruzione dell’immobile nel piazzale con un’area verde attorno. Ma i Franchi si erano detti contrari e avevano rifiutato la rateizzazione. Liquidare gli eredi in un’unica soluzione, però avrebbe fatto sforare il patto di stabilità. Una volta raggiunto l’accordo, ossia il pagamento con rate da 700mila euro, si è proceduto all’approvazione del progetto di costruzione. Margherita Totaro
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