Vietato fare il bagno per 300 metri a nord del Tordino

29 Maggio 2020

Ordinanza del Comune dopo la delibera regionale Di Candido: «Analisi vecchie, ora le acque sono pulite»

GIULIANOVA. Il sindaco Jwan Costantini ha emesso mercoledì scorso un’ordinanza per il divieto di balneazione in un tratto di 360 metri a nord della foce del Tordino. La decisione scaturisce da una recente delibera di giunta regionale che riporta l’elenco delle acque classificate di scarsa qualità e temporaneamente vietate alla balneazione. Nel punto di monitoraggio posto a 360 metri dalla foce del fiume Tordino, corrispondente allo scarico a mare proveniente da via Simoncini, l’acqua di balneazione di pertinenza rientra tra quelle classificate “scarse” e di conseguenza è scattato il divieto di balneazione a tutela di cittadini e bagnanti. Nell’ordinanza viene ricordato che la delibera della giunta regionale del 25 maggio scorso prevede in maniera categorica che l’acqua di balneazione per cui è scattato il divieto sia sottoposta ad alcune misure tra cui il monitoraggio intensivo con frequenza quindicinale e adozione da parte del comune di Giulianova di apposita cartellonistica con impresso il divieto di balneazione per impedire l’esposizione delle persone all’inquinamento. Quel tratto di mare, esclusa la zona di rispetto vicina alla foce, potrà essere riaperto alla balneazione solo a seguito di richiesta da parte dell’amministrazione comunale alla Regione Abruzzo e dietro esito favorevole di due distinti campionamenti per tutti i parametri previsti. Quello di via Simoncini ancora una volta si è rilevato un canale a mare determinante per stabilire la qualità delle acque di balneazione di quella parte del litorale giuliese. Da anni quella condotta, forse per degli scarichi abusivi, è al centro dell’attenzione che si riflette negativamente anche sull’immagine turistica. L’esempio lampante è venuto proprio dal mancato riconoscimento della Bandiera Blu per la zona sud del litorale giuliese. L’assessore all’ambiente Giampiero Di Candido afferma: “Le nuove analisi dell’Arta sono più che soddisfacenti. Abbiamo interessato la Regione per rimuovere un vecchio pregiudizio per quella zona che non è confortato dalle evidenze».
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