Villa Clemente, bocciato il piano per finanziare l’opera di recupero

17 Febbraio 2022

Niente fondi al progetto presentato dalla ex amministrazione comunale per investimenti europei Il sindaco: «Fu una scelta sbagliata, ora per la riqualificazione puntiamo a nuovi bandi con il Pnrr» 

ROSETO. Il progetto di recupero di Villa Clemente presentato lo scorso giugno dalla precedente amministrazione, e proposto dagli ex consiglieri ginobliani per il bando “NextGenerationEU” non è stato ammesso al finanziamento, e ora l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mario Nugnes vuole presentare un altro progetto di riqualificazione della storica villa.
«Non amo fare proclami, né guardarmi indietro», commenta Nugnes, «anche se non posso tacere che come consigliere di opposizione, pur avendo votato in consiglio il progetto che ci venne presentato dall’allora amministrazione, avevo espresso i miei dubbi non solo sulla bontà dello stesso, ma anche sull’attinenza rispetto al bando a cui era stato candidato. Malgrado avessi chiesto di aprire un tavolo di confronto, la mia proposta venne bocciata e oggi si vedono i risultati di tale scelta, quella di aver presentato un vecchio progetto non più attuale che non aveva la benché minima possibilità di essere approvato».
Nugnes ora punta ai futuri bandi, in particolare quelli del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza. «Stiamo lavorando», continua il sindaco, «per studiare con attenzione le opportunità previste dai futuri bandi, al fine di presentare stavolta un progetto che sia valido, e che dia finalmente una concreta risposta a un annoso problema della nostra città». Attualmente la villa è in completo abbandono, con parte del tetto crollato e la recinzione divelta. Per l’edificio storico in stile liberty ci sono state varie ipotesi per il suo recupero negli anni passati. Nel 1996 ci si è provato con il premio di architettura della fondazione Tetrakis, ma il progetto fu abbandonato dopo alcuni anni. Nel 2017 invece si è fatto avanti Giulio Sottanelli, portando a Roseto i vertici di Invimit, una società partecipata al 100 per cento dal ministero dell'Economia: c’era stato un contatto con la precedente amministrazione, ma anche in quel caso l’idea è stata accantonata. Nell’agosto 2017 gli architetti Massimiliano Censi di Grottammare e Simone Patruno di Roseto, hanno proposto il sistema “Art bonus” coinvolgendo i rosetani, ma anche questo non è stato recepito.
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