Villa comunale, recupero a metà: «A Natale il giardino sarà aperto»

1 Dicembre 2021

L’annuncio del sindaco: «Vanno rimossi alcuni materiali, ma il parco è pronto e può essere utilizzato» Restano lavori interni alla struttura. L’assessore Marcone: «Per fine gennaio il piano terra sarà fatto»

ROSETO . «Entro fine gennaio il piano terra della Villa comunale sarà pronto: questo è il nostro obiettivo». A dirlo è il vice sindaco e assessore ai lavori pubblici Angelo Marcone che nei giorni scorsi, insieme al sindaco Mario Nugnes, ha incontrato la ditta, il Rup e il direttore dei lavori per fare il punto della situazione sullo stato del recupero dell’edificio storico chiuso da circa cinque anni e mezzo.
Il cantiere che circondava la Villa è stato smontato ormai da circa un mese, ma mancano alcune opere all’interno. «Il lavoro è stato quasi terminato», precisa Marcone, «mancano alcune mattonelle per la pavimentazione del pianoterra e altri interventi di rifinitura». L’unico dubbio è se sarà o meno fruibile dalla cittadinanza: i lavori infatti hanno interessato il seminterrato, il tetto e il piano terra, che sarà destinato al Coc (il Centro operativo comunale per le emergenze), ma non il primo e il secondo piano, che dovranno essere completati con un ulteriore finanziamento di circa 500mila euro. Il giardino della Villa, invece, sarebbe pronto e fruibile per i cittadini, ma al momento è ancora interdetto.
«Il nostro obiettivo», aggiunge Nugnes, «è riaprire alla cittadinanza il parco entro Natale. Ci sono da rimuovere alcuni materiali, ma il prato del giardino è pronto e curato». Le prospettive incoraggianti non cancellano, però, i cinque anni e mezzo di chiusura della struttura, simbolo della cultura rosetana, e del suo parco. Secondo il cronoprogramma, come d’altronde è scritto nel cartello di cantiere posto sul cancello centrale lungo la Statale 16, i lavori iniziati il 24 giugno 2016, durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata da Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017. Una perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi non previsti, ha determinato il primo ritardo.
La precedente amministrazione avrebbe voluto riaprire la Villa entro giugno 2018, ma è spuntata la necessità di un’altra modifica del progetto di partenza. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’ex amministrazione di 160mila euro che, dopo un accordo bonario, è stato ridotto a 65mila euro. A dicembre 2020 è stato finalmente raggiunta l’intesa, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori.
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